Come fanno le palme a resistere agli uragani?

Vivono nelle aree battute dai più spaventosi uragani del mondo, ma spesso sono ancora in piedi quando attorno c'è solo devastazione.

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Radici, tronco e chioma: tutto, nelle palme, sembra fatto per resistere agli uragani.|Shutterstock

Le immagini degli uragani Irma e Harvey ci mostrano distruzioni di ogni tipo: case crollate, inondazioni, alberi divelti... molti, ma non le palme, che per la maggior parte riescono a reggere alla furia del vento e restano in piedi. Come fanno queste piante a resistere anche agli uragani più forti?

Le radici. Le palme hanno un gran numero di radici: sono relativamente corte, ma si sviluppano a raggiera nel suolo e riescono ad ancorare con molta forza al terreno. Tanti radici, infatti, lavorano meglio nel creare una base che aiuta la pianta a rimanere in posizione anche se investita da venti molto forti.

 

 

La struttura interna del tronco garantisce una grande flessibilità.

Il tronco. Il tronco delle palme è costituito da molti piccoli fasci di materiale legnoso, che si può immaginare come un cavo elettrico costituito da tanti fili.

 

A differenza di altre piante, come ad esempio la quercia, le palme non sono in grado di sostenere pesi enormi, come rami grossi e folte chiome, ma in compenso hanno una flessibilità notevole, tant'è che una pianta di palma può piegarsi anche di 50 gradi prima di spezzarsi.

 

Il baldacchino di foglie. La maggior parte degli alberi possiede una folta chioma di rami e ramoscelli e un gran numero di foglie per catturare quanta più luce possibile dal Sole, ma questo produce un notevole effetto vela quando sono investite da venti forti, che possono tirare la pianta fino a sradicarla. Le palme invece hanno foglie molto grandi con una "colonna vertebrale" centrale flessibile: assomigliano cioè a enormi piume. Quando c'è bel tempo le fronde producono una folta chioma, ma in caso di forte vento le foglie si ripiegano seguendo la direzione del vento: in questo modo offrono meno resistenza e possono reggere più facilmente anche agli uragani più forti.

11 Settembre 2017 | Luigi Bignami