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Cerchi delle fate in Namibia: sono davvero opera delle termiti?

Dietro alle misteriose formazioni circolari ci sarebbe, forse, la competizione per l'acqua della vegetazione locale, e non lo "zampino" delle termiti.

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I cerchi delle fate in Namibia: sulle loro origini sono state avanzate le ipotesi più disparate, dalle piante velenose a gas sotterranei, a un intervento divino. Photo: N. Juergens/AAAS/Science |

L'origine dei "cerchi delle fate", misteriose strutture circolari che si susseguono per circa 2 mila chilometri tra Namibia e Angola, è destinata a rimanere ancora avvolta dal mistero.

Un autorevole studio apparso lo scorso anno su Science aveva identificato nelle termiti le responsabili di questi cerchi d'erba con al centro la sabbia, che appaiono e scompaiono naturalmente in media ogni 24 anni. Ma ora un nuovo articolo contesta, con una serie di prove scientifiche, quell'ipotesi. E individua un nuovo "colpevole".

 

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Un ordine che insospettisce
Chi interpreta questi pattern di forma circolare (con un diametro che può raggiungere i 15 metri) come opera delle termiti spiega che gli insetti, gli unici animali presenti nel suolo quando i cerchi iniziano a formarsi, si cibano delle radici dell'erba eliminando così una gran parte di essa quando cresce durante la stagione delle piogge. Si formano allora, nel suolo, cerchi totalmente brulli: si spiegherebbe così l'origine dei fairy circles.

Ma per i ricercatori del Helmholtz Centre for Environmental Research (Germania) autori del nuovo studio, la distribuzione dei cerchi nel terreno sarebbe troppo regolare per essere causata dalle termiti, le cui colonie - e, di conseguenza, i mucchi di terra smossa - tendono a distribuirsi in modo più casuale.

 

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Lotta per la sopravvivenza
Per il team tedesco, i cerchi deriverebbero dalla competizione tra le piante dell'area per accaparrarsi le scarse risorse d'acqua disponibili. Analizzando le immagini aeree di un'area a nordovest della Namibia, dove compaiono i cerchi, l'equipe ha osservato infatti che queste strutture sono distribuite in zone particolarmente aride, al confine tra i terreni erbosi e le aree deserte.

I cerchi sarebbero, quindi, il risultato di una riorganizzazione nel terreno di specie vegetali che competono tra loro per arrivare alle risorse idriche, in modo analogo in cui i giovani alberi si distribuiscono nelle foreste per assicurarsi di avere abbastanza nutrienti per crescere. Simulazioni computerizzate della distribuzione della vegetazione in relazione alle fonti idriche hanno dato, come risultato, pattern analoghi a quelli osservati tra le sabbie della Namibia.

Serviranno comunque ulteriori analisi dell'umidità e della composizione del suolo per validare questa nuova ipotesi, che divide quanto la precedente. Intanto, i cerchi delle fate mantengono inalterato il loro fascino.

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23 maggio 2014 | Elisabetta Intini