Catastrofi spettacolari

2002627163241_162002627163620_162002627163112_162002627163419_16200212131213_5200262716322_162002627163314_162002627163519_162002627163448_16Approfondimenti
2002627163241_16

Eruzioni, scontri ed esplosioni in cielo; catastrofi naturali o provocate dall'uomo. Tutte unite da un comune denominatore: belle da togliere il fiato.

Un mare di petrolio quello lasciato dalla petroliera statunitense Exxon Valdez al largo delle coste dell'Alaska meridionale: è il 24 marzo 1989 e 40.000 tonnellate di greggio formano una chiazza nera di 4.000 kmq. La Exxon Valdez nonostante l'enorme danno ecologico provocato è ancora in mare con il nome di SeaRiver Mediterranean.

2002627163620_16

Una tempesta sconvolge le coste francesi e alle sei del mattino di domenica 12 dicembre 1999, la petroliera Erika si spezza in due a 60 miglia dalla Bretagna. I 26 uomini dell'equipaggio si mettono in salvo; non lo stesso accade agli animali che popolano l'Atlantico a ridosso delle coste francesi: 26.000 tonnellate di greggio si riversano in mare ed è disastro ecologico.

2002627163112_16

Un incidente spettacolare, ma senza conseguenze drammatiche, quello avvenuto sui cieli della base militare della Royal Air Force (RAF) britannica presso Fairford (Gloucestershire, Inghilterra). I due aerei Mikoyan Mig-29M entrano in collisione ed entrambi i piloti escono incolumi dall'incidente: è il luglio del 1993.

2002627163419_16

Il 28 gennaio 1986, finisce in un enorme scoppio, 73 secondi dopo il lancio dal Kennedy Space Center in Florida, la missione 51-L dello shuttle Challenger e dei sette componenti dell'equipaggio: il Challenger viaggiava ad una velocità doppia rispetto quella del suono e si trovava a 14 km sul livello del mare.
Oggi la Nasa, alle prese con problemi di budget, dovrà ridurre voli ed esplorazioni spaziali.

200212131213_5

La tipica configurazione a spirale che si sviluppa dall'occhio centrale dell'uragano, colta il 25 agosto 1992 da un satellite: si tratta dell'avanzata dell'uragano Andrew, una delle catastrofi climatiche più terribili della storia che ha lasciato dietro di sé 23 morti e 250.000 senza tetto.
I danni nei Carabi e nella costa sud-orientale degli Stati Uniti ammontarono a 25 miliardi di dollari.

200262716322_16

Il fumo che si alza da Manhattan (New York) non è causato da un banale incendio: quest'immagine, catturata dal satellite Landsat 7 il 12 Settembre 2001, mostra il cuore della Grande Mela colpito dall'attacco terroristico dell'11 settembre 2001.
Alla fine si prevede che i danni del disastro ammonteranno a 40 miliardi di dollari.

2002627163314_16

Un'immagine strappata alla natura, questa volta dallo shuttle Discovery che nel 1994 testimoniava così l'eruzione dai crateri del vulcano Tavurvur e Vulcan presso Rabaul, Papua Nuova Guinea. Eruzione dalla portata enorme in occasione della quale i danni furono limitati grazie all'evacuazione preventiva di 100.000 persone, in una città che fu distrutta per più del 70%.

2002627163519_16

21 maggio 1956: questo è lo "spettacolo" visibile da un aereo a quota 3.700 metri su Bikini, atollo delle 26 isole Marshall, in Micronesia (Oceano Pacifico).
A provocarlo uno dei numerosi esperimenti nucleari compiuti dagli Stati Uniti tra il 1946 e il 1958.
Nel 1954 fu fatta esplodere la prima bomba a idrogeno, mille volte più devastante di quella di Hiroshima.

2002627163448_16

È la natura a dare vita a questa esplosione sulle coste di Hawaii, la Big Island dell'arcipelago hawaiano.
Si tratta di una delle eruzioni più durature mai avvenute, quella del vulcano Kilauea: iniziata nel gennaio 1983, l'attività non si è più fermata, concentrandosi soprattutto nella bocca Pu'u O'o (sulla collina dell'O'o, uccello hawaiano ora estinto) e Kupaianaha.

Eruzioni, scontri ed esplosioni in cielo; catastrofi naturali o provocate dall'uomo. Tutte unite da un comune denominatore: belle da togliere il fiato.

Un mare di petrolio quello lasciato dalla petroliera statunitense Exxon Valdez al largo delle coste dell'Alaska meridionale: è il 24 marzo 1989 e 40.000 tonnellate di greggio formano una chiazza nera di 4.000 kmq. La Exxon Valdez nonostante l'enorme danno ecologico provocato è ancora in mare con il nome di SeaRiver Mediterranean.