Natura

Carburante "eco" dagli pneumatici usati: il progetto Tygre

Nei laboratori dell'ENEA si sta sperimentando una nuova tecnologia per ricavare carburante a basso costo e altre materie prime pregiate dagli pneumatici usati.

Ogni anno gli automobilisti europei sostituiscono più di 3 milioni di tonnellate di pneumatici: una quantità enorme, pari al peso di 30 portaerei a propulsione nucleare. Ma dove finisce questa montagna di gomma? Per la maggior parte nelle discariche, perché il materiale con cui sono realizzate le ruote di auto e camion è difficilmente riciclabile (guarda il video).

Come ti reinvento la ruota. Ma la situazione potrebbe presto cambiare e le gomme usate potrebbero trasformarsi da pericolo ambientale a risorsa preziosa. È infatti entrato nella fase sperimentale il progetto TyGRE, un'iniziativa finanziata dall'Unione Europea e affidata all'ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.
L'idea dei ricercatori, che stanno lavorando al progetto dal 2011, è quella di riscaldare la gomma a 1.000°C per ottenere il syngas, un composto di monossido, biossido di carbonio e metano dall'elevatissimo potere calorico che può essere utilizzato come combustibile in diversi tipi di motore termico. Da questo processo è possibile ottenere, come sostanze di scarto, anche altri elementi utili all'industria come per esempio il carburo di silicio, particolarmente costoso da estrarre in natura e ampiamente utilizzato nell'elettronica e nella produzione di ceramiche.
I ricercatori dell'ENEA avvieranno a breve un impianto sperimentale in grado di processare circa 30 kg di gomma l'ora. L'obiettivo dei prossimi mesi è quello di verificare sul campo la fattibilità del recupero e valutare gli eventuali effetti ambientali di questa tecnologia che, almeno sulla carta, sembra molto promettente.

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9 maggio 2013 Rebecca Mantovani
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