Alpi? No, Medio Oriente

Il famoso profilo di Gerusalemme imbiancato dalla neve è solo il lato più pittoresco di una nevicata che sta mettendo in ginocchio il Medio Oriente. Dal dramma dei profughi siriani, in tenda e senza viveri, al blocco di strade e scuole, ai giochi nella neve dei più giovani una carrellata di foto surreali di fiocchi alle basse latitudini di Libano, Siria, Giordania, Israele e Territori palestinesi.

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La coltre di neve la rende simile a qualche nota località sciistica. Ma sotto al manto gelido giace, ben riconoscibile, la città vecchia di Gerusalemme, con la cupola dorata del Monte del Tempio (al-Haram al-quds? al-shar?f, in lingua araba).

Un fronte d'aria fredda di provenienza artico-continentale sta transitando in queste ore sul Medio Oriente, dove sulle città di Nazareth e Gerusalemme si è abbattuta la peggiore nevicata degli ultimi 21 anni. I 10-15 centimetri di neve caduti hanno causato la chiusura del tratto autostradale per Tel Aviv, blocchi del settore ferroviario, e black out alla rete elettrica in vari punti del paese.

Il maltempo si è presentato anche sotto forma di piogge alluvionali che hanno ingrossato i fiumi (come il Giordano, che è vicino alla piena) e causato la morte di due giovani donne palestinesi la cui auto è stata trascinata via dalle piogge torrenziali che hanno colpito Tulkarem nei Territori palestinesi in Cisgiordania.

Nella foto: un uomo posa in tenuta da neve davanti al muro occidentale della Città Vecchia di Gerusalemme.

Anche nel 2012, a marzo, sui territori di Israele e Cisgiordania, in particolare le alture del Golan, la Galilea e le città di Gerusalemme, Hebron, Betlemme e Ramallah era sceso uno spesso strato di neve, come non accadeva da 4 anni. Ma la nevicata di queste ultime ore ha un'intensità pari solo a quella che interessò questi territori nel 1992.

Il bilancio è già pesante: in tutto 17 persone sono morte per il freddo e per le conseguenze di nevicate e alluvioni tra Israele, Territori palestinesi, Libano, Giordania e Turchia. La stessa ondata di maltempo ha colpito nei giorni scorsi anche l'Italia, provocando però solo un aumento di intensità dei venti nelle regioni adriatiche.

Nella foto: bambini palestinesi giocano a Ramallah.

Ma la situazione più drammatica si sta registrando in Siria, dove alle 60 mila vittime ufficiali della guerra (100 mila secondo fonti ufficiose) si sommano i 4 milioni di civili che necessitano di assistenza umanitaria e i 600 mila sfollati nei paesi limitrofi alle prese con le rigide temperature.

La neve rende gli spostamenti per il reperimento di cibo e aiuti ancora più difficili, non ci sono mezzi per riscaldarsi e la permanenza nelle tende fornite dall'Agenzia delle Nazioni Unite sta diventando quasi impossibile per via del gelo, tanto che i volontari stanno facendo il possibile per trasferire i rifugiati in strutture prefabbricate.

Nella foto: neve in un campo profugo siriano ad al-Marj, nella valle di Bekaa in Libano.

A piedi sull'arteria principale che collega Beirut (Libano) a Damasco (Siria). A peggiorare l'isolamento della popolazione siriana già provata dalla guerra c'è la scarsità di carburante che ostacola la consegna degli aiuti, impedisce di riscaldare gli ambienti e ha paralizzato ogni attività agricola.

Un commerciante rimuove la neve davanti al suo negozio ad Aley, Libano orientale. A causa della difficoltà dei trasporti, che si somma alla già precaria situazione economica causata dalla guerra in Siria, i prezzi degli alimenti stanno schizzando alle stelle.

Alcune persone giocano con la neve presso le rovine del tempio romano di Bacco a Baalbek, Libano orientale.

La situazione maltempo è critica anche in Giordania, un altro paese, oltre al Libano, dove si rifugiano i profughi siriani: secondo alcune fonti, nel campo di Zaatari (Giordania) che ospita 54 mila profughi sarebbero morti già due bambini per assideramento. Altre 7 persone sarebbero rimaste ferite in seguito a proteste con le autorità locali, accusati della disorganizzazione del campo e del ritardo negli aiuti.

Una mappa mostra la situazione meteo in Medio Oriente. Secondo gli esperti, dopo un ultimo picco di maltempo con temperature molto basse (fino a -4 °C) la situazione dovrebbe migliorare nelle prossime ore grazie all'allontanamento del fronte freddo, diretto verso est.

La coltre di neve la rende simile a qualche nota località sciistica. Ma sotto al manto gelido giace, ben riconoscibile, la città vecchia di Gerusalemme, con la cupola dorata del Monte del Tempio (al-Haram al-quds? al-shar?f, in lingua araba).

Un fronte d'aria fredda di provenienza artico-continentale sta transitando in queste ore sul Medio Oriente, dove sulle città di Nazareth e Gerusalemme si è abbattuta la peggiore nevicata degli ultimi 21 anni. I 10-15 centimetri di neve caduti hanno causato la chiusura del tratto autostradale per Tel Aviv, blocchi del settore ferroviario, e black out alla rete elettrica in vari punti del paese.