Alluvioni in Europa, rischio raddoppiato nei prossimi 40 anni

Entro il 2050 le possibilità che il nostro territorio sia colpito da inondazioni da record raddoppierà, e i costi connessi quintuplicheranno: le previsioni - non proprio ottimistiche - di uno studio olandese.

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Una casa alluvionata a Moorland, nel Somerset, nel sudovest dell'Inghilterra. L'area è tra le più colpite delle recenti inondazioni che hanno messo in ginocchio parte del paese. Photo: REUTERS/Cathal McNaughton

Come se le ultime, drammatiche vicende meteo che hanno coinvolto Gran Bretagna, Italia e Francia non fossero bastate, un nuovo studio appena pubblicato su Nature Climate Change afferma che il futuro dell'Europa è... piovoso. E che inondazioni come quelle degli scorsi mesi potrebbero diventare sempre più frequenti da qui al 2050.

Danni maggiori e spese astronomiche

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Entro i prossimi 40 anni, alluvioni eccezionali come quelle che hanno interessato l'Europa negli ultimi mesi potrebbero raddoppiare in frequenza, manifestandosi una volta ogni 10 anni (e non una volta ogni 16 come accade ora).

E c'è di più: i costi annuali per riparare ai danni idrogeologici sul territorio sono destinati a quintuplicare arrivando a 23 miliardi di euro nel 2050, dai 4,9 miliardi annui spesi dal 2000 al 2012.

Visione globale
Rispetto alle precedenti ricerche, circoscritte ai singoli bacini fluviali visti come entità isolate, lo studio è il primo a considerare i bacini idrogeologici europei come sistemi interconnessi, che possono essere simultaneamente colpiti da periodi di precipitazioni stagionali riguardanti ampie porzioni di territorio europeo. «Siamo i primi a studiare le correlazioni tra le piene dei diversi bacini fluviali e la possibilità che, se uno si allaga, è probabile che la piena si estenda anche ad altri» spiega Brenden Jongman of the VU University in Amsterdam.

Le cause
Due terzi dei danni territoriali ed economici sarebbero causati dallo sviluppo socioeconomico che porterà più persone a vivere nelle aree limitrofe ai fiumi, e alla crescita delle infrastrutture danneggiabili dalle inondazioni; un terzo è invece collegabile ai cambiamenti climatici che potrebbero portare all'aumento delle precipitazioni sul territorio europeo (del resto, gli ultimi due mesi, in Italia, sono stati eccezionalmente caldi e piovosi).

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04 Marzo 2014 | Elisabetta Intini