Addio al lago d'Aral, si è prosciugato quasi del tutto

Le immagini satellitari della Nasa mostrano le tappe della sparizione di quello che un tempo era uno dei principali specchi d'acqua al mondo. Uno scempio ambientale creato dalla mano dell'uomo.

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prima

25 agosto 2000 Era il quarto lago più esteso del pianeta, e ora delle sue acque non c'è quasi più traccia. Il lago d'Aral, uno specchio d'acqua salata di origine oceanica, al confine tra Uzbekistan e Kazakistan, è quasi del tutto scomparso. Quella che vedete è una foto satellitare risalente al 2000. Già all'epoca, dell'estensione originaria del lago (indicata dalle linee nere delle sponde) rimaneva ben poco. Ma negli ultimi 14 anni le sue acque hanno continuato ad assottigliarsi, come mostra questa sequenza di immagini del satellite della Nasa Terra.

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15 agosto 2001 Che cosa ha provocato la scomparsa del bacino? La mano dell'uomo, e la sua sete di acque da utilizzare a scopi irrigui. Negli anni '60, l'Unione Sovietica intraprese un progetto di deviazione dei due principali fiumi immissari del lago per bagnare i desertici territori circostanti, e trasformarli in colture intensive e piantagioni di cotone. (Qui, una foto del lago nel 2001).

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20 agosto 2002 L'acqua dei fiumi, derivante dallo scioglimento delle nevi e dalle precipitazioni, è stata deviata in una serie di canali, che hanno risucchiato le già esigue risorse idriche del bacino, portandolo a una fine segnata (qui, una foto del 2002).

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12 agosto 2003 La scarsità di piogge ha dato il colpo di grazia a una situazione già gravemente compromessa. Il ritiro delle acque ha lasciato il posto a un deserto salato popolato di navi fantasma, gli scheletri delle imbarcazioni che un tempo navigavano sulla sua superficie.

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16 agosto 2004 La scarsità d'acqua ha decimato le riserve ittiche e portato al collasso l'economia delle comunità di pescatori che grazie al lago si mantenevano (qui, lo specchio d'acqua ulteriormente ristretto, nel 2004).

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12 agosto 2005 Tra il 2005 (anno a cui risale questa immagine) e il 2009, la siccità ha dapprima limitato, e poi interrotto del tutto il flusso d'acqua dell'Amu Darya, uno dei due immissari.

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13 agosto 2006 L'abbondanza di raccolto che doveva trainare l'economia russa ai tempi della Guerra Fredda ha spinto gli agricoltori a utilizzare enormi quantità di fertilizzanti e pesticidi, che hanno inquinato irrimediabilmente acque e terreno. Con il prosciugamento del lago, la concentrazione di veleni è diventata sempre più alta. Nella foto, la situazione del lago nel 2006.

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16 agosto 2007 Le polveri velenose provenienti dal letto ormai asciutto del lago hanno iniziato a costituire un problema per la salute pubblica, e ancora oggi inquinano i territori circostanti, che raggiungono sollevandosi con il vento. Qui, una foto del 2007: in quell'anno, dei 68 mila chilometri quadrati d'acqua originari ne restavano solo il 10%.

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18 agosto 2008 Le sabbie inquinate del lago ormai scomparso hanno gravi conseguenze sulla salute degli abitanti circostanti, colpiti frequentemente da malattie respiratorie e renali. L'impatto sulla fauna che un tempo popolava il lago è stato disastroso, e anche il clima è cambiato.

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16 agosto 2009 Sparito l'effetto mitigante del lago, le estati si sono fatte più calde e secche, e gli inverni più lunghi e freddi.

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26 agosto 2010 La costruzione di una diga da parte del Kazakistan ha segnato la fine della parte meridionale del lago. Tutta l'acqua portata dal Syr Darya, il secondo immissario, è ora concentrata a nord.

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15 agosto 2011 Si nota la quasi totale scomparsa della parte orientale del lago, ormai ridotto a una striscia più scura situata sul lato occidentale.

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18 agosto 2012 La diga ha in parte salvato quello che è definito il Piccolo Aral, cioè la parte kazaka del lago, a nord ovest. Condannando però definitivamente a morte il Grande Aral, la parte meridionale del bacino, che si trova principalmente in Uzbekistan.

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23 agosto 2013 Secondo alcune previsioni il Grande Aral si prosciugherà completamente e definitivamente entro il 2020.

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19 agosto 2014 Ma forse non occorrerà aspettare tanto. Le immagini satellitari mostrano la totale scomparsa delle acque dalla parte orientale del lago. Quello che un tempo era talmente esteso da guadagnarsi il soprannome di "mare", oggi è talmente secco da non meritare un posto sulle cartine.

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19 agosto 2015 Ci sono stati alcune iniziative per salvare il lago Aral, ma senza grandi successi. Un suggestivo reportage della BBC lo ha raccontato.

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21 agosto 2016 Le ultime drammatiche immagini del lago Aral, ormai scomparso.

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22 agosto 2017 La situazione nell'estate 2017 è leggermente migliorata, ma rimane drammatica.

25 agosto 2000 Era il quarto lago più esteso del pianeta, e ora delle sue acque non c'è quasi più traccia. Il lago d'Aral, uno specchio d'acqua salata di origine oceanica, al confine tra Uzbekistan e Kazakistan, è quasi del tutto scomparso. Quella che vedete è una foto satellitare risalente al 2000. Già all'epoca, dell'estensione originaria del lago (indicata dalle linee nere delle sponde) rimaneva ben poco. Ma negli ultimi 14 anni le sue acque hanno continuato ad assottigliarsi, come mostra questa sequenza di immagini del satellite della Nasa Terra.