A rischio centinaia di specie in più del previsto

L'habitat di molti animali sarebbe più compromesso di quanto risulta dal lavoro della IUCN, l'autorevole database sulla conservazione di fauna e flora, che non considera i dati satellitari.

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Il diadema purpureo (Boissonneaua jardini), più fragile di quanto si credesse. | Melvin Grey/Nature Picture Library/contrasto

Il diadema purpureo (Boissonneaua jardini), un colibrì iridescente originario di Ecuador e Colombia, era considerato fino a oggi un uccello non a rischio dalla Lista Rossa della IUCN (la International Union for Conservation of Nature), il più famoso database sulla conservazione di animali e vegetali.

 

Invece il pennuto potrebbe essere più minacciato di quanto si credesse, così come altre 210 specie di suoi simili. Lo afferma uno studio del Politecnico Federale di Zurigo basato su dati satellitari dettagliati sull'altitudine preferita dalle specie e la copertura delle foreste a quella quota.

 

La critica. Per i ricercatori, l'IUCN non incorpora le più moderne informazioni aeree e satellitari nelle sue valutazioni sullo stato di salute degli habitat. Si baserebbe, invece, esclusivamente su dati "sul campo" di decine di migliaia di scienziati, ricercatori e volontari.

 

Il risultato, secondo i ricercatori di Zurigo, è che centinaia di specie considerate al sicuro o soltanto vulnerabili sarebbero più seriamente a rischio di quanto ipotizzato. Lo studio è stato condotto finora su 586 specie di uccelli di Asia, Americhe e Madagascar: studiando i dati Landsat delle variazioni di copertura forestale, il 43% delle specie non minacciate secondo la IUCN è risultato più vulnerabile di quanto si credesse. E lo stesso discorso potrebbe valere anche per mammiferi e anfibi.

 

11 novembre 2016 | Elisabetta Intini