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I nuovi gioielli della Terra protetti dall'Unesco

Dalle Maldive alla Svezia, dal Canada al Vietnam, ecco i paradisi naturali inseriti quest'anno dall'Unesco nella lista delle Riserve della Biosfera. Luoghi incontaminati e ricchi in biodiversità, protetti dalle comunità locali che si impegnano attivamente per la loro conservazione (Man and the Biosphere è, non a caso, il titolo del programma). I paesi che ospitano queste bellezze sono in tutto 114 nel mondo. Le "new entry" del 2011 sono 18: in questa fotogallery i paesaggi più indimenticabili.

Formato da 75 isole (57 delle quali disabitate) è il paradiso di tartarughe marine e di tutte le specie acquatiche associate alla barriera corallina. La fioritura di plancton nella Baia di Hanifaru tra maggio e novembre attira veri e propri "raduni" di mante con anche 200 esemplari riuniti in un unico luogo, e gruppi nutriti di squali tigre che pare si incontrino in queste acque per accoppiarsi.
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I circa 59 mila ettari di paludi, pantani, torbiere e isole di pini della riserva naturale che circonda il lago Zuvintas ospitano una fauna che comprende almeno 200 diverse specie di uccelli e 60 di pesci. L'eco-turismo praticato nella regione non ha danneggiato l'habitat che è ricco in biodiversità.

Da molti considerato la riserva naturale più bassa del mondo - si trova a 420 metri sotto il livello del mare - il parco naturale di Wadi Al Mujib, in Giordania, ospita una gola rocciosa (nella foto) soprannominata il "Grand Canyon di Giordania".
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Questo parco nazionale di oltre 966 mila ettari ospita una delle più grandi foreste pluviali del Vietnam e 40 specie protette dalla lista IUCN. Nella vegetazione abitano alcuni grandi mammiferi come il sempre più raro rinoceronte di Giava (Rhinoceros sondaicus), l'elefante asiatico (Elephas maximus) e l'orso malese (Ursus malayanus).

Foreste tropicali, mangrovie e barriere coralline fanno spiccare per biodiversità quest'area compresa fra due isole delle Piccole Antille. La comunità locale è fortemente coinvolta nella tutela del paesaggio e della fauna marina (nella foto, l'isola di Nevis e sullo sfondo, Saint Kitts).

Un estuario d'acqua salata che forma un bacino con tre sbocchi sull'Atlantico. Si trova al centro dell'isola di Cape Breton in Nuova Scozia, Canada e si chiama così forse per via del riflesso dorato della luce del Sole sulle sue acque.

Si trovano nella zona costiera del paese questi 51 mila ettari di paludi, mangrovie, isolotti, ruscelli e piccole macchie di foresta. Le spiagge della zona vengono scelte da molte specie di uccelli e tartarughe marine come siti di nidificazione annuali (foto scattata dal satellite della Nasa Landsat).
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Un'area protetta nella regione settentrionale della Patagonia che ospita una grande quantità di specie endemiche e a rischio, come lo huemul cileno o cervo andino (Hippocamelus bisulcus), il viscacha (fam. Chinchillidae) o il condor delle Ande (Vultur gryphus).

Un paesaggio montano di notevole bellezza, con cime che arrivano fino a 2 mila metri, foreste di conifere e di bambù che ospitano rarissime specie di rane e salamandre. L'area è particolarmente ricca anche dal punto di vista culturale. Abitano tra queste montagne diverse minoranze tra cui il popolo dei Miao.

Si dice che queste isole di granito rosa di fronte alla costa del Portogallo siano state la prima area protetta al mondo. A vietare alcuni tipi di caccia nella zona fu nel 1465 il re Afonso V (1438-1481). Grazie alla loro particolare posizione, tra Atlantico e Mediterraneo, hanno mantenuto una fauna ricchissima, ittica e non solo. Le acque che le circondano sono incredibilmente più pescose rispetto a quelle delle coste portoghesi.

Fanno parte di una provincia, quella del Blekinge, anticamente conosciuta come "Giardino di Svezia" per la bellezza dei paesaggi costellati di fiumi e verdissimi. Oltre alle isole e agli isolotti dell'arcipelago, la riserva della biosfera comprende le coste granitiche e i loro paesaggi. L'area è nota per gli sforzi di ecosostenibilità e tecnologie efficienti per ricavare energia pulita.

Un'altra area palustre ricca di biodiversità, sempre più frequentata da turisti e appassionati di birdwatching (nella foto, uno stormo di anatre selvatiche).

La zona compresa tra il fiume Volga e il suo braccio secondario Akhtuba è una delle principali aree per la coltivazione di verdura di tutta la Russia. Qui sono presenti le più vaste coltivazioni di angurie del paese.

Formato da 75 isole (57 delle quali disabitate) è il paradiso di tartarughe marine e di tutte le specie acquatiche associate alla barriera corallina. La fioritura di plancton nella Baia di Hanifaru tra maggio e novembre attira veri e propri "raduni" di mante con anche 200 esemplari riuniti in un unico luogo, e gruppi nutriti di squali tigre che pare si incontrino in queste acque per accoppiarsi.
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