10 foreste da salvare

In occasione dell’Anno delle foreste, l’associazione Conservation international ha steso una lista delle foreste più ricche di specie e più minacciate del pianeta. Queste distese sono anche 10 hotspot di biodiversità, punti cioè dove il numero di specie animali e vegetali e le loro interazioni sono particolarmente elevate. A parte un paio di casi, quasi tutte queste foreste sono nei Paesi tropicali sia in Asia sia in Africa sia nell’America meridionale. Ogni hotspot ha le sue caratteristiche peculiari e le sue specie presenti, spesso endemiche e rarissime. Scoprile in questa fotogallery.

In occasione dell’Anno delle foreste, l’associazione Conservation international ha steso una lista delle foreste più ricche di specie e più minacciate del pianeta. Queste distese sono anche 10 hotspot di biodiversità, punti cioè dove il numero di specie animali e vegetali e le loro interazioni sono particolarmente elevate. A parte un paio di casi, quasi tutte queste foreste sono nei Paesi tropicali sia in Asia sia in Africa sia nell’America meridionale. Ogni hotspot ha le sue caratteristiche peculiari e le sue specie presenti, spesso endemiche e rarissime. Scoprile in questa fotogallery. INFO LUOGO Indo-Birmania (Asia-Pacifico) VEGETAZIONE PREDOMINANTE Foreste umide tropicali PERCENTUALE RIMANENTE 5%   Attenti dal (pesce) gatto Le foreste attorno al bacino del fiume Mekong e al lago Tonle Sap sono fondamentali per la sopravvivenza delle popolazioni locali e di innumerevoli specie di animali e vegetali, come il pesce gatto gigante del Mekong (Pangasianodon gigas). Le foreste e le paludi sono distrutte per far posto a risaie, sui fiumi si costruiscono dighe e anche le foreste di mangrovie costiere sono distrutte per la creazione di allevamenti di gamberetti.

INFO

LUOGO
Nuova Caledonia (Asia-Pacifico)

VEGETAZIONE PREDOMINANTE
Foresta umida tropicale

PERCENTUALE RIMANENTE
5%

 
Uno degli hotspot più piccoli del mondo, la Nuova Caledonia è un gruppo di isole 1200 chilometri a est dell’Australia. Grazie al suo isolamento, la foresta ha un gran numero di piante endemiche e particolari. Per esempio ci sono almeno cinque generi vegetali che vivono solo qua, l’unica conifera parassita e quasi due terzi di specie di araucaria, tutte endemiche.
Nelle foreste vive il kagu (Rhynochetos jubatus), un uccello praticamente incapace di volare. Unico rappresentante della sua famiglia, è minacciato dalle miniere e dall’attività forestale.

Foto: © Conservation International/Bruce Beehler

INFO

LUOGO
Isole della Sonda (Asia-Pacifico)

VEGETAZIONE PREDOMINANTE
Foreste umide tropicali

PERCENTUALE RIMANENTE
7%

 
Sono circa 1700 isole dell’arcipelago indomalese, che comprende due tra le più grandi isole del mondo, Borneo e Sumatra. La ricchezza forestale straordinaria, con migliaia di specie endemiche e carismatiche come la tigre, l’orango e i rinoceronti di Giava e Sumatra, si contrappone alla distruzione della foresta da parte delle compagnie forestali per il legname e la coltivazione di palma da olio, e il commercio di specie rare per la medicina tradizionale orientale.

Foto: © Conservation International/Haroldo Castro

INFO

LUOGO
Filippine (Asia-Pacifico)

VEGETAZIONE PREDOMINANTE
Foreste umide tropicali

PERCENTUALE RIMANENTE
7%

L’arcipelago, formato da 7100 isole, ospita ancora frammenti di foresta tropicale sparsi su tutte le isole, con oltre 6.000 specie di piante e molti animali endemici e particolari, come l’aquila delle Filippine (Pithecophaga jeffery), una delle aquile più grandi del mondo.
Particolarmente elevata è la biodiversità degli anfibi, con specie molto peculiari come la rana volante. I pericoli più gravi vengono dallo straordinario aumento di popolazione e dall’attività di abbattimento e raccolta del legname.

Foto: © Olivier Langrand

INFO

LUOGO
Foresta atlantica (Sud America)

VEGETAZIONE PREDOMINANTE
Foreste umide tropicali

PERCENTUALE RIMANENTE
8%

Distinta dalla foresta amazzonica, la foresta atlantica brasiliana è ancora più ricca di endemismi e molto più minacciata. Nell’8% rimanente vivono molte specie di piccole scimmie e alcuni uccelli rarissimi, che sopravvivono in pochi frammenti rimanenti. Oltre 20.000 specie di piante, il 40% delle quali è endemico, costruisce una foresta estremamente ricca, che però le piantagioni da canna da zucchero e la necessità di territorio per la popolazione in aumento sta riducendo sempre più.

Foto: © Conservation International/John Martin

INFO

LUOGO
Montagne del sud-est della Cina (Asia-Pacifico)

VEGETAZIONE PREDOMINANTE
Foresta temperata di conifere

PERCENTUALE RIMANENTE
8%

Le foreste temperate sono la dimora di alcune specie carismatiche, come il panda comune e quello rosso, e di numerose specie di conifere e latifoglie. Nonostante sia un importantissimo serbatoio per le acque di alcuni fra i più grandi fiumi cinesi, come lo Yangtze, il governo cinese, con grandi opere come la diga delle Tre Gole, e l’abbattimento illegale stanno mettendo a dura prova l’intero comprensorio.
Nella maggior parte dei fiumi principali sono inoltre progettate altre dighe grandi o piccole, necessarie per l’enorme fame di energia della nazione asiatica.

Foto: © Conservation International /Piotr Naskrecki

INFO

LUOGO
Provincia floristica della California (Nord America)

VEGETAZIONE PREDOMINANTE
Foreste umide tropicali

PERCENTUALE RIMANENTE
10%

La foresta californiana è un bioma vegetale di clima mediterraneo, quindi evoluto per sopportare il fuoco. In questo ambiente, che va dalla California agli stati del Nord Ovest degli Stati Uniti, vivono le più grandi specie vegetali terrestri, le sequoie, e i pochi esemplari rimasti di uno dei più grandi uccelli esistenti, il condor della California. L’espansione senza limiti delle città e dell’agricoltura industriale sono le minacce più grandi per questo ecosistema, l’unico presente in un Paese industrializzato.

Foto: © William Crosse

INFO

LUOGO
Foresta costiera dell’Africa orientale (Africa)

VEGETAZIONE PREDOMINANTE
Foreste umide tropicali

PERCENTUALE RIMANENTE
10%

Una delle formazioni forestali più frammentate e minacciate del globo, questa foresta costiera ospita almeno tre specie di scimmie endemiche che non erano cacciate dagli abitanti prima dell’arrivo di alcuni immigrati. Il suolo dove cresce questa foresta è particolarmente povero, e quindi l’agricoltura di sussistenza deve continuamente abbattere altri alberi per continuare a mantenere una produzione sufficiente alla sopravvivenza della popolazione.

Foto: © Robin Moore/iLCP

INFO

LUOGO
Madagascar & isole dell’Oceano Indiano (Africa)

VEGETAZIONE PREDOMINANTE
Foreste umide tropicali

PERCENTUALE RIMANENTE
10%

Nonostante la vicinanza con l’Africa, la percentuale di specie endemiche presenti nel Madagascar è elevatissima, per il continuo isolamento di questa grande isola. Baobab, camaleonti e lemuri (oltre 50 specie) sono tra le specie più famose presenti nell’isola. L’abbattimento della foresta primaria è, per le poverissime popolazioni presenti, l’unico modo per sopravvivere alla fame, e anche le zone protette sono continuamente minacciate dai boscaioli che esportano illegalmente specie rarissime e preziose, come il palissandro.

Foto: © Cristina Mittermeier/ iLCP

INFO

LUOGO
Foresta afromontana orientale (Africa)

VEGETAZIONE PREDOMINANTE
Foresta di latifoglie umida subtropicale cespuglieto e prateria montane

PERCENTUALE RIMANENTE
11%

Sparse dall’Arabia saudita a nord allo Zimbabwe a sud, le foreste afromontane hanno tutte una flora molto simile, e particolare, con le specie del genere Podocarpus tra le più diffuse.
La foresta dell’Albertine Rift (presenti in Ruanda, Burundi, Repubblica del Congo e Uganda) sono tra le più ricche di specie dell’intera Africa, e moltissime di esse devono ancora essere scoperte.
All’intero della regione, ci sono alcuni laghi relativamente giovani in cui l’evoluzione ha creato una quantità altissima di pesci endemici (617 specie), in particolare tra i ciclidi. Come nella maggior parte delle foreste tropicali, i pericoli maggiori derivano dall’aumento di popolazione e la conseguente espansione delle attività agricole di sussistenza.

Foto: © Robin Moore/iLCP

Ancora oggi le strisce della zebra sono uno dei più inspiegabili misteri della natura. A cosa servono? Di quale vantaggio evolutivo hanno goduto gli animali che le avevano? Le risposte degli zoologi a questi interrogativi sono molte e diverse.
Secondo alcuni le strisce sono una forma di mimetismo per difendersi dai predatori: quando un branco di zebre fugge compatto, gli assalitori non sarebbero in grado di distinguere i singoli individui ma solo una massa rigata dai contorni indefiniti.(Zebre, leoni e altre meraviglie africane: vieni a scoprirle)
Altre teorie ipotizzano che l'alternanza di bianco e nero possa regolare l'assorbimento della luce del sole e quindi la temperatura del corpo, o che le strisce servano come "carta d'identità" per i singoli individui.(Non solo Zebre: alla scoperta del Madagascar)
Ma la teoria più innovativa è stata formulata nel 2009 da Jeffry Waage, un entomologo inglese, secondo il quale le strisce delle zebre sarebbero un repellente naturale contro le mosche tse-tse, responsabili della trasmissione della malattia del sonno. Questi pericolosi insetti sono muniti di occhi sfaccettati che non permettono loro di distinguere forme e prospettive: per la mosca tse-tse la zebra e le sue strisce sarebbero quindi praticamente indistinguibili dallo sfondo dell’immagine. Questa teoria sembra confermata dal fatto che le zebre, pur essendo l’unico animale della savana a non aver sviluppato l’immunità nei confronti della malattia del sonno, sono la specie meno colpita da questa patologia.

In occasione dell’Anno delle foreste, l’associazione Conservation international ha steso una lista delle foreste più ricche di specie e più minacciate del pianeta. Queste distese sono anche 10 hotspot di biodiversità, punti cioè dove il numero di specie animali e vegetali e le loro interazioni sono particolarmente elevate. A parte un paio di casi, quasi tutte queste foreste sono nei Paesi tropicali sia in Asia sia in Africa sia nell’America meridionale. Ogni hotspot ha le sue caratteristiche peculiari e le sue specie presenti, spesso endemiche e rarissime. Scoprile in questa fotogallery. INFO LUOGO Indo-Birmania (Asia-Pacifico) VEGETAZIONE PREDOMINANTE Foreste umide tropicali PERCENTUALE RIMANENTE 5%   Attenti dal (pesce) gatto Le foreste attorno al bacino del fiume Mekong e al lago Tonle Sap sono fondamentali per la sopravvivenza delle popolazioni locali e di innumerevoli specie di animali e vegetali, come il pesce gatto gigante del Mekong (Pangasianodon gigas). Le foreste e le paludi sono distrutte per far posto a risaie, sui fiumi si costruiscono dighe e anche le foreste di mangrovie costiere sono distrutte per la creazione di allevamenti di gamberetti.