Ecologia

Wwf, entro l'anno la proposta di legge contro i 'Crimini di Natura'

L'associazione chiede di introdurre il “delitto di uccisione di specie selvatica protetta” nel Codice Penale e il rafforzamento del Corpo Forestale dello Stato, quale forza autonoma di polizia specializzata in campo ambientale

Roma, 19 nov. - (AdnKronos) - Cosa rischia oggi chi uccide un orso, una delle specie simbolo della nostra fauna? Secondo la normativa attuale, un arresto da tre mesi ad un anno e l’ammenda da 1.032 a 6.197 euro. Troppo poco, secondo il Wwf, in un contesto come quello italiano in cui avviene una violazione in materia di tutela ambientale ogni 43 minuti e dove i reati contro la fauna selvatica protetta rappresentano il 22% del totale del reati ambientali.

Per questo l'associazione animalista ha preparato un pacchetto legislativo contro i Crimini di Natura, "una proposta di legge che vorremmo presentare, e che si sta preparando proprio in questi giorni, illustrandolo a diversi livelli parlamentari, per cercare di chiudere entro l'anno", fa sapere il Wwf all'Adnkronos.

Oltre 55mila cittadini hanno sottoscritto on-line (su change.org) la richiesta dell'associazione di introdurre il “delitto di uccisione di specie selvatica protetta” nel Codice Penale e il mantenimento e rafforzamento del Corpo Forestale dello Stato, quale forza autonoma di polizia specializzata in campo ambientale: due elementi portanti del pacchetto di proposte legislative elaborate nell’ambito della campagna “Stop ai crimini di natura in Italia” che, se approvate, doterebbero lo Stato italiano e le forze dell’ordine di strumenti legislativi e repressivi adeguati e in grado di rafforzare la tutela delle specie protette.

Secondo il Wwf, infatti, le norme in vigore prevedono sanzioni blande che non svolgono alcuna funzione di prevenzione né di deterrenza. E' per questo che l'associazione ha avviato contatti in Parlamento sulla base di una proposta di modifica del Codice Penale, introducendo la categoria giuridica di "fauna selvatica protetta" da tutelare con specifiche figure delittuose.

L'obiettivo è contrastare il fenomeno con strumenti giuridici più adeguati, come l'allungamento del termine di prescrizione e strumenti di indagine più adeguati, come le intercettazioni. Per tornare all'esempio dell'abbattimento di un orso, se venisse approvata la proposta del Wwf il reato non verrebbe punito più con una semplice contravvenzione ma si configurerebbe come un vero e proprio delitto e la sanzione della reclusione sarebbe da 6 mesi a 3 anni.

Non un esempio a caso, visto che l’orso è una delle specie che ha sofferto in questi ultimi anni di una vera e propria recrudescenza di atti di bracconaggio con circa 13 orsi morti dal 2010 nell’Appennino per cause antropiche, bracconaggio, malattie infettive, veleno e altre cause non ancora evidenziate. Un danno enorme per una popolazione che conta complessivamente 100-110 esemplari suddivisi tra Alpi e Appennino e per la quale l’84% della mortalità è dovuta al prelievo illegale o accidentale da parte dell’uomo.

Ed ecco, nello specifico, il pacchetto legislativo contro i Crimini di Natura proposto dal Wwf. Una proposta di legge con modifiche a tre articoli del codice penale (544-bis, 544-ter e 733-bis) e alle disposizioni sanzionatorie della legge quadro sulla protezione della fauna selvatica (art. 30 della legge n. 157/1992) per portare sino a 27 mesi il massimo della pena prevista per l’uccisione di esemplari appartenenti ad una specie animale selvatica protetta, e l'aumento della sanzione penale per chi cattura e detiene illegalmente o maltratta animali selvatici protetti;

Un emendamento al disegno di legge governativo sulla “Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” con il quale si chiede di mantenere in capo al Corpo Forestale dello Stato, quale forza di polizia autonoma, specializzata in campo ambientale, le competenze esercitate nel contrasto al commercio illegale internazionale di specie protette, di vigilanza nelle aree protette nazionali e di prevenzione e pronto intervento a contrasto degli incendi boschivi, di gestione delle riserve naturali dello Stato.

L’Italia, ricorda il Wwf, ha una grande responsabilità nella tutela della biodiversità. Detiene oltre il 30% di specie animali e quasi il 50% di quelle vegetali, su di una superficie di circa 1/30 di quella del continente. Il 31% dei vertebrati in Italia, però, è a rischio estinzione e lil Paese è crocevia di traffici illeciti internazionali di prodotti derivati dalle specie protette: un commercio illegale di risorse naturali che vale su scala globale 23 miliardi di dollari.

19 novembre 2014 ADNKronos
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