Vademecum per 'Smettere di lavorare' in otto mosse

In un manuale le dritte del blogger Francesco Narmenni

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|ADN Kronos

Roma, 27 giu. (AdnKronos) - Risparmiare, raggiungere l'indipendenza energetica, guadagnare attraverso le proprie passioni. Così possiamo dire basta a una vita dedicata a lavorare per consumare. Come spiega Francesco Narmenni blogger e autore di 'Smettere di lavorare' (Il Punto d'Incontro), "manuale pratico per liberarsi dalla schiavitù del lavoro e vivere veramente la vita, sfruttando il bene più prezioso che ognuno di noi possiede: il tempo".

 

"Una giornata senza lavorare è qualcosa di incredibilmente emozionante, soprattutto se è un lunedì mattina di mezza estate. Una settimana senza capi incompetenti che si auto-eleggono a maestri di vita e ci obbligano a rispettare scadenze impossibili è a dir poco inebriante, ci si sente così liberi e forti che si vorrebbe urlare al mondo: 'Sveglia, questa è la vita, ribellatevi!'", dice all'Adnkronos Narmenni che dopo aver lasciato il suo lavoro vive, tra l'Italia e le isole Canarie, con 500 euro al mese, guadagnando grazie alla sua passione per la scrittura e la musica.

 

Ecco il suo vademecum: "Porsi l'unica domanda. Siamo talmente abituati a correre senza sosta, lavorare continuamente, produrre e acquistare, che non ci passa mai per la testa di fermarci un istante e porci la più basilare delle domande: 'Sono felice?'", dice Narmenni. Se "stiamo solamente buttando al vento i nostri giorni, in un'inutile corsa che non porta da nessuna parte, se non a una vecchiaia di rimpianti e a una morte che si lascia alle spalle una vita insipida" allora "possiamo cambiare e trovare un modo per lasciare il lavoro e la pazzia del consumismo, vivendo finalmente liberi".

 

Secondo passaggio: "Fare il bilancio familiare. Per capire quanto ci serve per vivere perché il percorso che ci porterà a una vita libera non è un salto nel buio ma frutto di un'attenta pianificazione", spiega. Ecco come: "Cominciamo con l'annotare le spese, capire quali sono le voci che pesano maggiormente sul nostro bilancio mensile, per almeno tre mesi, in modo da avere un quadro chiaro di quanto oggi ci costa vivere e su cosa possiamo tagliare. Alla fine di questa analisi diamoci un obiettivo: per esempio, se per vivere abbiamo bisogno di 1200 euro al mese, proviamo per i successivi tre mesi a vivere con 800, cercando di rinunciare a qualcosa, di tagliare tutto ciò che è superfluo e attuando ogni strategia possibile per economizzare".

 

Terzo: "Risparmiare su tutto. Il risparmio è principalmente una condizione mentale: ogni volta che desideriamo qualcosa chiediamoci se ci serve veramente, in modo onesto, senza mentire a noi stessi - dice - Così facendo scopriremo che il 90% delle volte possiamo rinunciare a ciò che desideriamo, perché si tratta di sfizi derivanti da bisogni indotti".

 

Obiettivo: rispettare il tetto di spesa mensile cercando di migliorarlo. "Ogni volta che abbiamo bisogno di qualcosa prima valutiamo se possiamo averla gratis, poi se possiamo prenderla in prestito, barattarla o acquistarla in condivisione con qualcuno che ha la nostra stessa esigenza. Solo alla fine decidiamo di mettere mano al portafogli, cercandola, però, prima usata. Minore è il denaro che ci serve per vivere, meno dovremo lavorare".

 

Quarto: "Raggiungere l'indipendenza energetica. Per non pagare l'energia elettrica occorre installare pannelli solari, per ottenere acqua calda dobbiamo necessariamente ricorrere al solare termico o ai sistemi geotermici. Per riscaldarci l'ideale è munirsi di una stufa e poi tagliare la legna nel bosco. In alternativa possiamo utilizzare le stufe a pellet - dice - Indispensabile poi tenere un orto, non è necessario che sia grande perché esistono strategie per ottimizzare al massimo gli spazi. Contestualmente serve un freezer capiente dove surgelare la verdura che si produce in estate, come scorta per l'inverno".

 

Quinto: "Ottenere un guadagno extra. Uno dei passaggi fondamentali per vivere senza essere schiavi del lavoro è ottenere guadagni extra derivanti dalle nostre passioni, in modo tale da poter abbandonare il classico impiego e vivere facendo quello che veramente amiamo", spiega.

 

Sesto: "Investire il denaro". Per Narmenni, "è di vitale importanza conoscere le basi della finanza, concetti che sono anche piuttosto semplici se spiegati in modo chiaro, ma che ci possono salvare dalle banche, dai consulenti finanziari e da tutti quegli enti che esistono solo perché diamo loro i nostri soldi, credendo che siano esperti e che possano farli fruttare". Insomma "dobbiamo imparare a far crescere gli interessi sui nostri risparmi, perché probabilmente non percepiremo la pensione, pertanto abbiamo la necessità di costruire un piano di sviluppo finanziario solido e autonomo".

 

Settimo: "Affrontare la solitudine. Fin da piccoli siamo stati abituati a fare, fare e ancora fare: questo non ci ha permesso di sviluppare la capacità di 'bastarci', ovvero rimanere soli a lungo e trovare strade per usare bene il tempo. Se tutti lavorano ci ritroveremo spesso soli con noi stessi, in questo senso è importante costruire passioni forti, progetti ambiziosi e traguardi da raggiungere, in modo tale che il tempo diventi un alleato, non un nemico da sconfiggere", suggerisce il blogger. Insomma dobbiamo "imparare a convivere con la solitudine".

 

Ottavo e ultimo punto: "Prepararsi per la vecchiaia. Quindi pianificare bene quello che accadrà quando le forze ci abbandoneranno - chiarisce - Dobbiamo ragionare in termini molto pratici, ad esempio comprendere come faremo a riscaldarci se non potremo più tagliare la legna nel bosco e di quanti soldi avremo bisogno per nutrirci se non potremo più coltivare l'orto. Come accennato, poi, sarà necessario elaborare una strategia per costruire una rendita mensile del tutto simile a una pensione, in modo tale da trascorrere in tranquillità gli ultimi anni della nostra esistenza". Per l'autore del libro, "un'ottima strategia, che è già realtà per migliaia di persone, è quella di trascorrere la vecchiaia nelle isole tropicali, dove si può acquistare casa con pochi soldi e dove la vita ha un costo molto contenuto".

 

Questa la scelta di vita di Narmenni, raccontata anche sul suo blog smetteredilavorare.it, che per ciascuna delle molte inevitabili domande ha pensato a una risposta: "Per ogni tappa qui proposta ho creato una strategia concreta e una soluzione praticabile da persone come me, comuni lavoratori con uno stipendio normale, che sono stanchi di vivere una vita al servizio del lavoro e del consumo".

 

27 Giugno 2015 | ADNKronos