Uragani, incendi, terremoti: il 2017 presenta il conto (salato)

Il bilancio delle perdite economiche dovute agli eventi naturali estremi è due volte quello del 2016.

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Miliardi di dollari in fumo.|Reuters/Gene Blevins

Ogni anno è funestato da eventi climatici e geologici estremi, con migliaia di vittime e miliardi di danni, ma tra uragani, incendi e terremoti il 2017 è stato un anno orribile, tra i peggiori degli ultimi cinquant'anni. È impossibile quantificare e tenere la conta delle vite spezzate a livello globale da questi eventi, mentre è freddamente molto più facile fare invece la conta dei danni alle attività produttive in base a ciò che sono costati alle assicurazioni. Pur lontana dalle sofferenze di chi è coinvolto, è comunque una misura di ciò che accade - in parte anche a causa nostra (incendi, alluvioni, cambiamenti climatici...).

 

A fare i conti per il 2017 è la compagnia svizzera di riassicurazione (cioè che assicura le assicurazioni) Swiss Re: le perdite economiche globali per lo stop delle attività produttive dovuto ai disastri ammontano a un totale di 306 miliardi di dollari (258 miliardi di euro), quasi il doppio rispetto al 2016 (188 miliardi di dollari - 150 miliardi di euro).

 

Le voci più esose. A pesare sui conti di fine anno la stagione degli uragani più intensa degli ultimi 12 anni: Harvey, Irma e Maria, che si sono abbattuti sugli USA e sui Caraibi, hanno pesato per 93 miliardi di dollari (78 miliardi di euro). Gli incendi, che ancora oggi continuano a imperversare con violenza in California, contribuiscono per altri 7 miliardi (5,9 miliardi di euro).

 

Le perdite economiche dovute a disastri naturali dal 1974 al 2014. | Swiss Re

 

Se si osservano i dati degli ultimi 40 anni (il grafico qui sopra), è chiaro che dovremo abituarci a perdite sempre più ingenti, soprattutto perché i cambiamenti climatici non fanno che esacerbare i danni degli eventi naturali estremi.

 

Torniamo alle persone. I numeri non dicono molto sulla gravità degli eventi vissuti, perché nei Paesi occidentali lo stop delle attività produttive dovuto ai disastri comporta perdite economiche elevate. Le alluvioni catastrofiche che quest'anno hanno investito Asia meridionale e Sudest asiatico hanno provocato la morte di almeno 1.200 persone e lasciato decine di migliaia di sfollati, colpendo però aree già poverissime e non economicamente attive.

 

27 Dicembre 2017 | Elisabetta Intini