Un’antica civiltà in Amazzonia

Sotto la giungla, chilometri quadrati di terra fertile: Chi è stato?

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Un’antica civiltà in Amazzonia
Sotto la giungla, chilometri quadrati di terra fertile: Chi è stato?
La confluenza del Rio Negro (acque scure) con il Rio delle Amazzoni (acque marroni), in un'immagine in falsi colori. Qui si sviluppò un'antica civiltà.© Nasa
La confluenza del Rio Negro (acque scure) con il Rio delle Amazzoni (acque marroni), in un'immagine in falsi colori. Qui si sviluppò un'antica civiltà.
© Nasa
Terreno fertile, milioni di reperti ceramici, città con oltre 400.00 abitanti: ecco quello che hanno trovato in Amazzonia alcuni ricercatori statunitensi e brasiliani. Un’antica civiltà nata oltre 2.000 anni fa (e vista anche dal grande esploratore spagnolo Francisco de Orellana), che in apparenza si basava su un suolo fertile e profondo, tutto il contrario di quello che si pensava dovesse esistere nell’Amazzonia. I territori fertili, chiamati terra preta do Indio (terra scura dell’indio) sono la vera sorpresa della ricerca. Sparsi su tutto il territorio amazzonico, ma specialmente su colline nei pressi dei fiumi, le porzioni di terra preta sono inspiegabili anche per un’altra ragione.
Un suolo troppo fertile. Tutte le civiltà agricole del pianeta hanno, nel giro di alcuni secoli, impoverito il suolo su cui vivevano. Gli indigeni che hanno creato la terra preta sono invece riusciti ad arricchire il suolo stesso. Come abbiano fatto è un mistero svelato solo in parte; secondo i ricercatori, questi antichi abitanti del Brasile bruciavano solo parzialmente gli alberi della foresta prima di coltivarla, e lasciavano i tronchi carbonizzati nel suolo. Il carbone stesso costituiva lo "scheletro" del suolo, e cedeva lentamente i nutrienti alle piante coltivate.
La foresta coltivata. Scoprire come si crea la terra preta secondo alcuni potrebbe essere un metodo per avviare coltivazioni intensive anche nei tropici. Ma, mettono in guardia gli ecologi, questo aprirebbe allo sfruttamento una gran parte del territorio delle foreste tropicali, distruggendo il più grande serbatoio di biodiversità della Terra.

(Notizia aggiornata al 5 settembre 20002)

05 Settembre 2002

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