Ecologia

Dagli scarti alimentari arriva un materiale da costruzione resistentissimo

Un team di ricercatori sta sviluppando un processo per trasformare gli scarti alimentari in un materiale duro come il cemento, a basso costo e... commestibile.

Ve la ricordate la storia di Hansel e Gretel nella casetta di marzapane? Ebbene, un team di ricercatori giapponesi ha messo a punto un nuovo materiale da costruzione a partire dagli scarti della tavola, che non è solo più resistente del cemento, ma anche commestibile.

Lotta agli sprechi. Il curioso studio è stato realizzato nei laboratori dell'Industrial Science Institute di Tokyo e si propone di risolvere in maniera utile ed ecosostenibile il problema degli scarti alimentari: secondo uno studio delle Nazioni Unite nel 2019 sono finiti in discarica 931 milioni di tonnellate di cibo, in pratica 23 milioni di camion a pieno carico.

Yuya Sakai e suoi colleghi si sono concentrati sugli scarti vegetali, bucce, torsoli, foglie e scorze che costituiscono gran parte degli avanzi. Dopo averli essiccati e polverizzati, hanno trattato gli scarti con acqua e li hanno pressati in stampi ad alta temperatura.

Gli scienziati hanno quindi analizzato il risultato ottenuto secondo diversi parametri: la resistenza, l'elasticità, ma anche l'odore e… il gusto.

Meglio del cemento. Il nuovo materiale presenta caratteristiche plastiche paragonabili a quelle del cemento o addirittura superiori e ha odore, e perfino gusto, gradevoli. L'impasto può essere addirittura arricchito con zucchero o sale senza alterarne le proprietà meccaniche. I mattoni vegetali sono inoltre resistenti agli agenti atmosferici, alla ruggine e ai funghi, non ammuffiscono e non sono preda degli insetti.

Nello studio non si fa riferimento alle reazioni di eventuali animali, domestici e non, di fronte al mattone commestibile, ma qualche dubbio ci permettiamo di sollevarlo...

Un tavolo fatto interamente di pane secco, ideato dallo studio Rygalik di Vienna nel 2011 © Studio Rygalik

Edilizia da mangiare. Nei loro test i ricercatori hanno utilizzato alghe, foglie di cavolo, bucce di arancia e cipolla, resti di banana e avanzi vari in diverse combinazioni. Tutti gli scarti hanno dato ottimi risultati, tranne gli avanzi di zucca, che sono risultati poco idonei ad una nuova vita nell'edilizia.

Questo materiale troverà mai un'applicazione pratica? Probabilmente sì, ma servirà non poca creatività per coniugare le caratteristiche di questo nuovo materiale, super resistente e allo stesso tempo commestibile.

Quello dei ricercatori giapponesi non è comunque il primo tentativo di riutilizzo in chiave costruttiva del cibo: qualche anno fa il designer Pieter Brenner ha realizzato la sugachair, una dolcissima sedia fatta intermente di zucchero, mentre lo studio Rygalik di Vienna ha costruito un tavolino di baguette esiccate. 

18 giugno 2021 Rebecca Mantovani
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