Un mare di rumori

L'inquinamento acustico uccide i calamari giganti. E disorienta i cetacei.

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Un mare di rumori
L'inquinamento acustico uccide i calamari giganti. E disorienta i cetacei.

 

Un calamaro gigante (Architeuthis dux) spiaggiato. Fritto sfamerebbe un intero ristorante, ma assicurano gli esperti, non è buono da mangiare. Foto: © Oceana.org
Un calamaro gigante (Architeuthis dux) spiaggiato. Fritto sfamerebbe un intero ristorante, ma assicurano gli esperti, non è buono da mangiare. Foto: © Oceana.org

 

L'inquinamento acustico, dopo essersi impossessato con violenza delle nostre metropoli, ha trovato un nuovo habitat nelle profondità degli oceani.
Recenti studi attribuiscono infatti proprio all'eccessivo rumore subacqueo la responsabilità delle strane morti di diverse creature marine.
Tra il 2001 e il 2003 ben nove calamari giganti, i misteriosi abitanti degli abissi di cui ancora si sa ben poco, sono stati trovati morti al largo delle coste della Spagna. Solitamente in quelle zone la media dei ritrovamenti è di un animale morto all'anno.
Com'è profondo (e rumoroso) il mare. In tutti i casi il rinvenimento dei calamari giganti è avvenuto in zone dove alcune compagnie petrolifere stavano effettuando prospezioni sismiche del fondo marino in cerca di giacimenti. L'operazione viene effettuata emettendo impulsi sonori a bassa frequenza, meno di 100 Hz, verso il fondale: tali impulsi generano dei miniterremoti, e lo studio della propagazione delle onde sismiche nelle rocce consente ai ricercatori di determinare la conformazione geologica del fondo.
Disorientato come un calamaro. Tutti e nove i calamari, lunghi fino a 12 metri e pesanti oltre 140 kg, presentavano evidenti danni all'apparato uditivo. Gli animali, storditi dagli impulsi, avrebbero nuotato verso la superficie, morendo soffocati a causa dell'acqua troppo calda.
Ma anche i cetacei sono seriamente danneggiati dall'eccessivo frastuono subacqueo. Sotto accusa sono anche i sistemi sonar civili e militari che interferiscono con i sonar naturali utilizzati dai mammiferi per comunicare tra loro, per orientarsi e per cacciare. Cambiamenti repentini di comportamento e abitudini sono stati rilevati anche in esemplari distanti migliaia di chilometri dalla sorgente rumorosa. L'inquinamento acustico assorderebbe i cetacei, disorientandoli e portandoli a spiaggiarsi e quindi morire.
Abbassa il volume. Gli USA hanno già posto severe restrizioni sull'utilizzo dei sistemi di prospezione a bassa frequenza, e anche l'Europa si sta sensibilizzando su questo argomento. Nel 2002 il massiccio impiego di sonar a bassa frequenza durante un'esercitazione NATO alle Canarie, portò allo spiaggiamento di ben 14 balene nel giro di poche ore.

(Notizia aggiornata al 24 settembre 2004)

 

24 settembre 2004