Oceani: temperature più anomale del previsto

Il fossile che finora usato come "termometro" delle acque del passato non è poi così affidabile: gli antichi mari erano più freddi del previsto, e la situazione attuale è decisamente anomala.

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Il bleaching è uno degli effetti visibili di oceani più caldi.|Shutterstock

Il metodo di riferimento usato finora per stimare le temperature oceaniche nel passato è inaffidabile: ad affermarlo è una ricerca di varie istituzioni europee che, se confermata, implicherebbe che le attuali condizioni climatiche non trovano paralleli negli ultimi 100 milioni di anni di storia.

 

In base alle stime più largamente condivise degli ultimi 50 anni, 100 milioni di anni fa le temperature oceaniche profonde ai tropici erano di circa 15 gradi °C più alte di quelle odierne. Questa convinzione è adesso messa in dubbio da un lavoro del Centro nazionale per la ricerca scientifica francese (CNRS), delle Università della Sorbona e di Strasburgo e del Politecnico federale di Losanna (EPFL), pubblicato su Nature Communications.

misurazione indiretta. A scricchiolare è la certezza dell'affidabilità del "termometro" finora usato: la proporzione dell'isotopo di ossigeno-18 negli esoscheletri calcarei dei foraminiferi, fossili di piccoli organismi marini che si trovano nei sedimenti oceanici. La quantità di questo isotopo nei loro gusci, che dipende dall'acidità e dalla salinità dell'acqua (e quindi, in un'ultima analisi, dalla temperatura), era considerata stabile e immutabile nel tempo. Dal livello di ossigeno-18 si usava così dedurre la temperatura dell'acqua nel periodo corrispondente ai sedimenti studiati.

 

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Foraminiferi planctonici al microscopio. | Shutterstock

 

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Per approfondire: temperatura degli oceani e global warming. | Shutterstock

non è costante. Ma la percentuale dell'isotopo è più instabile di quel che si pensasse. Quando i ricercatori hanno immerso i fossili in vasche artificiali ad alta temperatura contenenti ossigeno-18, i foraminiferi hanno dimostrato di saperlo ancora assorbire.

 

Il suo livello può dunque variare nel tempo e non è un parametro affidabile: in particolare sarebbe cresciuto per le alte temperature che si raggiungono nel processo di sedimentazione.

 

Cattive notizie. Il salto nelle temperature oceaniche sarebbe dunque stato sopravvalutato e i mari terrestri sarebbero stati fino ad oggi molto più stabili del previsto. Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare in prima battuta, questa è una cattiva notizia, che oltretutto ci pone in una situazione scomoda: perché se negli ultimi 100 milioni di anni non è cambiato molto, l'attuale aumento di 1 grado °C rispetto a un secolo fa suona ancora più allarmante.

 

 

30 Ottobre 2017 | Elisabetta Intini