Ecologia

Tagli alle emissioni, nuove formule, meno rifiuti: L'Oréal e la sfida per la 'bellezza sostenibile'

Alexandra Palt, Chief Sustainability Officer del Gruppo, all'Adnkronos: "Siamo convinti che la sostenibilità debba essere integrata nel core business e rapportata agli obiettivi aziendali, debba guidare l'intera catena del valore e qualsiasi impatto che noi come azienda generiamo"

Roma, 19 mag. (AdnKronos) - Una riduzione del 50% delle emissioni di CO2 nei processi produttivi rispetto al 2005; il 67% dei nuovi prodotti analizzati con un profilo ambientale o sociale migliorato; 54mila posti di lavoro creati nelle comunità disagiate, in difficoltà economiche o sociali. Sono gli obiettivi in tema di sostenibilità raggiunti a fine 2014 dall'Oréal, multinazionale francese della bellezza presente in 130 Paesi con un fatturato nel 2014 di 22,53 miliardi di euro e 78.600 dipendenti. Un impegno che prosegue e guarda al 2020 per fissare nuovi traguardi perché "siamo convinti che la sostenibilità debba essere integrata nel core business e rapportata agli obiettivi aziendali, debba guidare l'intera catena del valore e qualsiasi impatto che noi come azienda generiamo", spiega all'Adnkronos Alexandra Palt, Chief Sustainability Officer del Gruppo.

"Proprio per questo nel 2013 L'Oréal ha lanciato 'Sharing Beauty With All', un programma di sostenibilità a 360 gradi, rivolto a tutti i métiers aziendali, nel quale vengono enunciati quattro impegni: innovare in maniera sostenibile, produrre in maniera sostenibile, vivere in maniera sostenibile e sviluppare in maniera sostenibile - prosegue Palt - Ciascuno di questi quattro impegni è accompagnato da obiettivi concreti che permetteranno a L'Oréal di valutare i progressi ottenuti e che il Gruppo intende raggiungere entro il 2020".

Per esempio: "Il piano d'azione per la sostenibilità include l'incremento dell'approvvigionamento di materie prime rinnovabili, la riduzione dell'impronta ambientale della produzione, il miglioramento del profilo del packaging e lo sviluppo, attraverso i nostri brand, di campagne di comunicazione volte a coinvolgere i consumatori in uno stile di vita più sostenibile".

Questo affinché, al 2020, il 100% dei prodotti del Gruppo abbiano un profilo ambientale o sociale positivo. Ancora, a livello di produzione, gli obiettivi da qui a cinque anni sono: arrivare a un taglio delle emissioni di CO2 del 60% e ridurre il consumo di acqua e la produzione di rifiuti del 60% per unità di prodotto finito, sempre rispetto al 2005; conferire zero rifiuti in discarica. I primi risultati raggiunti in questa direzione sono stati resi noti lo scorso aprile nel 'Sharing Beauty With All Progress Report 2014' che 'certifica' per l'anno passato, spiega Palt, "la riduzione del 50,2% in termini assoluti delle emissioni di CO2 derivanti dal processo produttivo rispetto ai livelli di riferimento del 2005, un traguardo molto significativo considerando che nello stesso periodo la produzione è cresciuta del 22%. Siamo orgogliosi di questo risultato che dimostra come performance e responsabilità possano andare di pari passo".

Per abbattere le barriere al consumo sostenibile L'Oréal sta lavorando su tre aree principali: "Innanzitutto stiamo investendo molto nell'innovazione sostenibile, in modo da migliorare tutti i nostri prodotti.

Alla fine del 2014 ad esempio, grazie al lavoro straordinario svolto dai nostri team di ricerca, il 67% dei nuovi prodotti analizzati presenta un migliore profilo ambientale o sociale", elenca il Chief Sustainability Officer. Già nel 2014 il 46% dei prodotti nuovi o rinnovati hanno una nuova formula che utilizza materie prime da fonti rinnovabili o da 'chimica verde'.

"In secondo luogo - prosegue - ci siamo impegnati a fornire ai consumatori informazioni di carattere ambientale e sociale sui prodotti: stiamo sviluppando internamente un Product Assessment Tool, uno strumento che consentirà di valutare e migliorare i prodotti e che, al più tardi nel 2018, permetterà ai consumatori di operare scelte più informate avendo a disposizione i dettagli di cui hanno bisogno. Infine, intendiamo sfruttare l'influenza e la forza dei nostri brand attraverso prodotti e campagne aspirazionali per fare in modo che la sostenibilità risulti non solo la scelta giusta ma anche quella desiderabile".

Ma come si declina, più nel dettaglio, la sostenibilità a livello di prodotto? "Abbiamo condotto numerose analisi del ciclo di vita del prodotto per individuare i principali impatti dei cosmetici. A livello di formule, ad esempio, il nostro maggiore impatto lo abbiamo sull'acqua - spiega Palt - Per questo da diversi anni L'Oréal sta lavorando per migliorare il profilo ambientale delle formule. Nel 2014, il 54% dei prodotti nuovi o rinnovati presentava già un profilo ambientale migliore grazie a una nuova formula con una ridotta impronta ambientale".

Per misurare i progressi raggiunti, spiega Palt, "il Gruppo ha sviluppato dei metodi che permettono di calcolare, ad esempio, l'indice di biodegradabilità e l'impronta idrica della formula. Tra le novità lanciate nel 2014 ciascuna delle nostre divisioni conta prodotti con un indice di biodegradabilità tra 95% e 99%, quali Thinning Retaliate Shampoo di Redken, Aquapower Aqua Essence di Biotherm, Serioxyl Kit per capelli colorati di L'Oréal Professionnel, l'olio doccia emolliente di Hydraphase Intense di La Roche-Posay".

Considerato, però, che "l'impatto maggiore rimane comunque a livello di utilizzo da parte del consumatore", osserva il Chief Sustainability Officer del Gruppo, "il nostro ceo Jean-Paul Agon ha chiesto ai laboratori di formulare shampoo che possano essere risciacquati con un solo litro di acqua, contro i sette necessari oggi". In questo modo "le persone riuscirebbero a ridurre il loro consumo idrico praticamente senza sforzo. Questo significa che complessivamente possiamo ridurre di tre quarti il consumo idrico e di due terzi le emissioni di CO2 lungo l'intero ciclo di vita dello shampoo".

Sta crescendo in questi anni un mercato della cosmesi naturale che punta su formule prive di ingredienti chimici di sintesi e predilige sostanze naturali e biologiche.

Che posizione ha il Gruppo rispetto a questo segmento di mercato? "La nostra strategia di universalizzazione mira a soddisfare le diverse esigenze di bellezza e le diverse aspettative in tutto il mondo - spiega Palt - Alcune delle nostre linee prodotto sono biologiche e rispondono a una particolare domanda del mercato, ma la nostra priorità è migliorare l'impronta ambientale di tutti i nostri prodotti".

"Disponiamo di un team di ricerca dedicato impegnato nello studio di ingredienti di origine naturale e di ingredienti derivati dalla chimica verde e dalle biotecnologie - conclude - Tali sforzi hanno reso possibile la certificazione da parte di prestigiose organizzazioni internazionali come Ecocert e Cosmétique Bio di 170 materie prime impiegate nei prodotti L'Oréal".

19 maggio 2015 ADNKronos
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