Ecologia

Succhi verdi, nei drink vegetali la ricetta di Kara per il benessere

Esce con Gribaudo il libro 'Succhi+'. L'autrice: "Dobbiamo mantenere il corpo sopra la linea di confine"

Roma, 10 giu. (AdnKronos) - Per depurare, ritrovare energia e benessere. La parola d'ordine è 'juices', cioè succhi di verdura e frutta. Dagli Stati Uniti, dove le celebrities sono spesso immortalate con bibitoni verdi, gialli, rossi a spasso per le vie delle città, passando per Londra, la passione per i drink vegetali arriva anche in Italia. Dal 'cocco verde' all''insalata da bere', dal 'carburante atletico' all''autoabbronzante', Kara Rosen porta nel Belpaese la sua 'regola' 80/20, una dritta facile per chi vuole testare le virtù delle bevande 'green'. L'autrice di 'Succhi+. Per depurarsi, guarire e vivere sani' (Gribaudo), piuttosto che tagli e rinunce drastiche alla dieta, suggerisce una proporzione 80/20 "dove l'80% del cibo che mangiamo proviene dal regno vegetale e/o dalle proteine magre".

"In questo modo - spiega all'Adnkronos - mantieni il 20% di tutto ciò che ami, in quantità moderate. Detto questo, molti dei nostri clienti, me compresa, hanno rinunciato ai latticini risolvendo così problemi di digestione, alla pelle e di perdita di energia". La filosofia di Kara è semplice: consumare più frutta e verdura fresca per "nutrire le cellule ai livelli più profondi, contribuire a promuovere l'alcalinità, aiutare a combattere i radicali liberi con importanti implicazioni per la salute, l'energia e il sistema immunitario". La soluzione sono i succhi: "In un bicchiere, infatti, si possono premere quasi 2 kg di prodotto ricco di enzimi, vitamine, minerali, antiossidanti e fitonutrienti".

Ma perché non mangiare direttamente cibo solido? "I succhi sono un grande supplemento alla dieta quotidiana nel momento in cui si rimuovono le fibre insolubili che rallentano la digestione e si aiuta il sistema ad assorbire i nutrienti in 10-15 minuti contro le diverse ore richieste dal cibo solido". Tutto ciò, aggiunge, "aiuta l'apparato digerente a far circolare i nutrienti e a ossigenare il corpo" poi è più semplice "spremere due chili di prodotto in un bicchiere che mangiare le stesse quantità in una portata".

Il titolo originale del libro di Kara è 'Plenish. Juices to boost cleanse and heal'. Plenish significa 'provvedere', nell'intenzione di Kara, a "mantenere il corpo sopra la linea di confine" prima di dover correre ai ripari. Perché "quando impoverisci il corpo, lavori troppo, dormi poco e non ti nutri con il cibo giusto, stai correndo con un serbatoio vuoto e hai bisogno di 'replenish'".

La svolta, per Kara, è arrivata dopo un decennio trascorso volando tra New York e Los Angeles, sempre con il jetlag, esausta per i viaggi frenetici e i calendari di lavoro con appuntamenti fittissimi.

Dopo aver combattuto una ricorrente infezione alla gola con antibiotici per ben due anni, l'autrice si è rivolta a un nutrizionista olistico che le ha suggerito un trattamento depurativo di cinque giorni a base di succhi. Questa piccola disintossicazione, che era iniziata come una soluzione temporanea, l'ha aiutata a vincere la sua battaglia e le ha fatto scoprire un nuovo stile di vita.

Dopo aver preparato i suoi succhi ad amici e parenti per un anno, Kara ha deciso di aprire la sua azienda di Londra 'Plenish' dove mette a disposizione di tutti i suoi succhi biologici centrifugati a freddo. E ora arriva in Italia il suo libro con 50 ricette: dai succhi 'verdi dolci e comprensivi' a quelli 'duri e puri', di frutta e con radici, tutti formulati con il contributo di dietologi, nutrizionisti, naturopati.

Una paio di ricette per la stagione estiva: l'autoabbronzante: 3 carote; 1 peperone arancione (mondato e privato dei semi); ½ melone (sbucciato e privato dei semi). E cocco verde: 1 pera; 1 tazza di cavolo nero; ¼ di lime sbucciato; 1 gambo di lemon grass; 1 cetriolo; ¼ tazza di acqua di cocco. Lo strumento è a scelta tra un estrattore a freddo, uno lento o una centrifuga.

10 giugno 2015 ADNKronos
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