Ecologia

Stop allo stress con lo zen, ecco i segreti per lavorare in armonia

Dalla sveglia alla pausa pranzo, nel libro "L'arte di lavorare in consapevolezza" di Thich Nhat Hanh un utile vademecum per eliminare le tensioni

Roma, 28 ott. - (AdnKronos) - Lavoro stressante, ritmi frenetici, conflitti con i colleghi. Qualunque lavoro si faccia è possibile creare un ambiente lavorativo felice, armonico, senza tensioni. Come? Facendo attenzione alla respirazione, al modo in cui ci si siede, a come si cammina. Il segreto è la consapevolezza del sé, o presenza mentale, e non importa quanto concitata sia la nostra giornata lavorativa perché è un obiettivo che si può raggiungere seduti davanti al pc, in pausa pranzo o rispondendo al telefono.

Alla base ci sono i fondamenti zen e a svelarli è il monaco buddhista, poeta e attivista vietnamita per la pace Thich Nhat Hanh che, costretto all'esilio, nel 1984 ha fondato una comunità di monaci e laici, il Plum Village, nei pressi di Bordeaux, in Francia, dove vive e insegna l'arte di vivere in "consapevolezza". Ora applicata all'ambito professionale e spiegata passo dopo passo nel libro "L'arte di lavorare in consapevolezza" (Terra Nuova Edizioni).

Prima regola: un ambiente di lavoro positivo si costruisce già con la sveglia al mattino. Aperti gli occhi, prendiamoci qualche secondo per prendere consapevolezza di essere svegli, di avere un nuovo giorno davanti e per decidere come vogliamo viverlo, concentrandoci sui desideri positivi. Sotto la doccia, davanti al guardaroba e a colazione si costruisce la presenza mentale: pensiamo solo a ciò che stiamo facendo in quel momento, senza preoccuparci né del passato né del futuro, ma vivendo solo il momento presente.

Il primo passo che si fa fuori di casa è importante, prendiamoci un paio di secondi per prendere coscienza di ciò che ci circonda e dell'aria che respiriamo. Godiamoci ogni tratto del tragitto verso il lavoro, qualunque mezzo si usi, e senza lottare contro il tempo e il traffico, che tanto non serve. Per chi va in macchina, anche il semaforo è un amico che aiuta a resistere all’impulso di correre e richiama al qui e ora.

Al lavoro cerchiamo le fonti di piacere e di non fare le cose per abitudine. Per combattere l'abitudine e incrementare la consapevolezza viene in aiuto la respirazione: nei momenti di inattività, anche se brevi, invece di navigare in Internet o stare al telefono approfittiamo per inspirare ed espirare concentrandoci sul presente. Si può fare anche durante la pausa pranzo o in attesa del caffè al distributore automatico.

"Inspirando, sono consapevole di inspirare/Espirando, sono consapevole di espirare/ Inspirando, sono consapevole del corpo/Espirando, rilascio le tensioni nel corpo": è un "gatha" (esercizio di meditazione fondamentale nella pratica zen) che recitato mentalmente aiuta la presenza mentale. Sul lavoro può essere d’aiuto avere un luogo speciale per respirare, uno spazio bello, calmo e rilassante in una zona dell'ufficio o anche solo in un angolo della scrivania, da tenere libero tranne che per una campana piccola o un fiore. Guardare la campana o il fiore può aiutare a concentrarsi sul respiro in consapevolezza.

Ogni ora circa, interrompere il lavoro per alcuni minuti per goderci il fatto di stare seduti a respirare, senza altri scopi. E' importante stare seduti con la schiena eretta ma non rigida lasciando che l’aria fluisca liberamente nel corpo, sentendo i il movimento dell’addome che si alza e si abbassa. Camminando per andare da un collega o in bagno o per raggiungere un altro ufficio, prendere consapevolezza dei passi e del respiro, del contatto dei piedi con il pavimento e della respirazione.

La respirazione è fondamentale, il consiglio è di inspirare ed espirare tre volte in consapevolezza anche prima di rispondere al telefono. Anche mangiare al lavoro non deve essere lasciato al caso, ma scegliendo con cura gli alimenti e consumandoli in modo sano cioè non continuando a lavorare con una mano mentre reggi il cibo con l’altra.

Infine il bagno: se negli Stati Uniti lo chiamano restroom (stanza del riposo), un motivo ci sarà. Per Thich Nhat Hanh il gabinetto può diventare una sala di meditazione, sfruttando quei momenti di per rilassarci, pensare solo al presente e respirare.

Per chi ha tempo, spazio e modo, si può praticare anche il rilassamento totale, tutti i giorni sul posto di lavoro, per rilasciare la tensione e recuperare freschezza: bastano cinque o dieci minuti tra due appuntamenti, o durante la pausa del pranzo. Nel rilassamento totale si pratica il lasciar andare. Ecco come si fa.

Prendiamo consapevolezza delle parti del corpo: la testa, gli arti, i vari organi, singoli gruppi di muscoli, e li rilassiamo coscientemente, procedendo via via attraverso il corpo finché non siamo totalmente rilassati. Allentare la cintura o tutto ciò che nell’abbigliamento stringe e sdraiarsi sul dorso con la testa e la spina dorsale allineate, le braccia leggermente scostate dal corpo, i palmi delle mani rivolti verso l’alto e le gambe distese.

Poi si lasciano cadere i piedi con naturalezza verso l’esterno e si lascia andare il sovraccarico di pensieri permettendo al corpo e alla mente di riposare completamente. Per 10 minuti prendi consapevolezza del respiro che si muove dentro e fuori dal corpo.

28 ottobre 2014 ADNKronos
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