Ecologia

Start up e Comuni virtuosi, storie di riscatto dalla terra dei fuochi

Due best practices presentate oggi da Legambiente accomunate dall'obiettivo di contrastare la diffusione dei sacchetti illegali, altamente diffusi in Campania, regione che detiene il record negativo nel Centro sud

Caserta, 16 mag. - (AdnKronos) - Combattere ecomafie, camorra e pizzo, per dimostrare che nella Terra dei Fuochi ci sono tante esperienze virtuose realizzate da cittadini, imprenditori, agricoltori e amministrazioni comunali che credono in uno sviluppo ambientale sostenibile all’insegna della legalità. Due esempi: la Cooperativa Ventuno e il Comune di Caiazzo. La prima è una start-up per la rivendita di prodotti ecologici e compostabili (dai bioshopper ai prodotti per l'agricoltura a quelli usa e getta per la ristorazione); il Comune di Caiazzo è stato il primo municipio in Italia ad applicare la legge sulle buste per la spesa e a diffondere i bioshopper.

Le due esperienze territoriali sono state presentate oggi a Castel Volturno nell’ambito di “Memoria, impegno e riscatto", giornata organizzata da Legambiente con Federazione Antiracket Italiana, Comitato Don Peppe Diana, Cooperativa Ventuno, Slow Food Campania e che si è aperta ricordando Domenico Noviello, ucciso il 16 maggio del 2008 e le tante altre vittime innocenti della mafia.

Secondo i dati elaborati da Legambiente a partire dall’analisi del mercato nazionale effettuata da Plastic Consult per Assobioplastiche, in Campania sono prodotti circa 1,3 miliardi di shopper illegali, pari a oltre 10mila tonnellate di sacchetti non conformi. Il valore della vendita di questi shopper illegali (sia prodotti in Italia che importati) è stimabile intorno ai 42 milioni di euro, per circa 9,2 milioni di euro di Iva (senza considerare l’evasione, che si stima pesi intorno al 30%).

Se questi sacchetti, invece di essere illegali fossero tutti a norma di legge, ossia compostabili, il fatturato salirebbe a circa 72 milioni di euro per un incasso di Iva di poco meno di 16 milioni di euro. “Nonostante la legge sui bioshopper parli chiaro e nonostante vi siano pesanti sanzioni economiche per chi violi la norma in questione - dichiara Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente - ci sono ancora in circolazione troppi sacchetti illegali soprattutto in Campania".

"Di certo - aggiunge Ciafani - l’impegno dei cittadini e delle amministrazioni, come quello della CoopVentuno e del Comune di Caiazzo, rappresentano un contributo prezioso per la salvaguardia del Pianeta, delle nostre risorse e per diffondere comportamenti sostenibili".

La Cooperativa Ventuno, di Massimiliano Noviello e Gennaro Del Prete, distribuisce sul territorio campano e nei supermercati buste biodegradabili e compostabili a norma, contrastando così i sacchetti illegali altamente diffusi in Campania. La Coop ha sede legale a Castel Volturno, è operativa a Carinaro nella Zona Industriale Aversa Nord e a breve gestirà un bene confiscato a Mondragone.

Accanto alla storia della Cooperativa Ventuno, c’è poi quella del Comune di Caiazzo, che nel 2008, con un notevole anticipo rispetto all’entrata in vigore della legge 28 del marzo del 2012, è stato il primo municipio in Italia a dire addio ai sacchetti di plastica adottando i bioshopper. Un modo per contribuire a risolvere il problema dei rifiuti e far sì che la provincia di Caserta non sia associata sempre e solo ad una terra di camorra e rifiuti, ma ad una zona che si impegna per la sostenibilità ambientale e per la legalità.

Lo scorso luglio, il comune casertano ha ricevuto da Legambiente anche il Premio bellezza dei gesti per l’originale campagna “Duorm Carmè!”, ideata per promuovere la raccolta differenziata tra i cittadini. Per la giuria, il comune di Caiazzo ha trovato una modalità originale di animare ed incentivare la raccolta differenziata, intesa come un percorso di coesione e cooperazione di un’intera comunità verso un obiettivo di miglioramento sociale ed ambientale per tutta la popolazione.

16 maggio 2015 ADNKronos
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