Ecologia

Le spiagge e l'innalzamento del livello dei mari

La metà delle spiagge mondiali è destinata a scomparire per l'innalzamento del livello dei mari? Non è detto: molte si adatteranno, arretrando.

A causa del rapido scioglimento dei ghiacci di Antartide e Groenlandia l'innalzamento del livello dei mari prosegue, ignorato ma a ritmo sostenuto, con le acque che sottraggono alla costa centimetri preziosi. Sempre più persone saranno esposte alle conseguenze dell'avanzata dell'acqua e alle ondate di tempesta sollevate da cicloni e uragani.

Il destino delle spiagge, però, non è per forza segnato... a patto che abbiano spazio a sufficienza "alle spalle". In questo caso i litorali potrebbero mantenersi arretrando verso l'entroterra.

Diverse conclusioni. A sostenerlo è un gruppo internazionale di ricercatori che ha esaminato dati e metodologia di uno studio pubblicato a marzo 2020 su Nature Climate Change. Nel lavoro di marzo si ipotizzava che la metà delle spiagge del mondo potesse scomparire nell'arco del 21esimo secolo a causa dell'aumento del livello dei mari. Secondo la nuova ricerca la predizione è imprecisa perché non tiene conto della possibilità, per le spiagge esistenti, di estendersi verso l'entroterra - spazio permettendo.

Che cosa possiamo fare. Lo studio conferma che i mari stanno avanzando, e che lo faranno per i prossimi anni, aumentando l'erosione costiera, ma indica anche una strada per scongiurare alcune delle prevedibili conseguenze. Le spiagge, precisano i ricercatori, possono conservarsi arretrando soltanto se hanno spazio a sufficienza per farlo. Perché le più grandi minacce alla loro futura esistenza sono la costruzione alle loro spalle, ossia tutto il cemento che ostacola la loro progressiva migrazione nell'entroterra.

Le spiagge recintate da scogliere o altre strutture artificiali, come moli e frangiflutti, si troveranno tra due fuochi, schiacciate tra l'erosione marina e le barriere invalicabili. Quelle circondate da basse pianure costiere, paludi, lagune e dune potranno invece adattarsi alla trasformazione del territorio, arretrando, in posizione sopraelevata rispetto all'attuale e con dimensioni ridotte.

Siamo direttamente interessati. Impossibile, con i dati attuali, stabilire quante e quali spiagge spariranno o cambieranno, e - quindi - la quantità di litorale destinato a scomparire da qui al 2100. Occorre mettere a punto altri metodi ancora per predire l'impatto dell'innalzamento del livello del mare sui vari Paesi, a partire dall'Italia, che per la sua forma frastagliata vanta oltre 8.000 km di coste. Saper anticipare quello che potrebbe succedere permetterebbe di operare in anticipo, per esempio rimuovendo gli ostacoli che potrebbero impedire al litorale di rimodellarsi in modo naturale in risposta all'erosione.

4 novembre 2020 Elisabetta Intini
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