Specie invasive: sulle isole le situazioni più critiche

Lo studio degli habitat insulari suggerisce che il 10% delle estinzioni di animali endemici delle isole possono essere prevenute eliminando alcuni mammiferi invasivi: l'infografica della ricerca.

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L’albatro di Tristan (Diomedea dabbenena) vive sull'Isola di Gough, nell'arcipelago di Tristan da Cunha (Territori d’Oltremare del Regno Unito): è una specie a rischio critico di estinzione per la predazione del topo domestico. | Ben Dilley

Nel mondo ci sono oltre 456.000 isole: un nutrito catalogo di luoghi caratterizzati da habitat naturali spesso differenti tra loro, anche tra isole relativamente vicine, e sempre complessi e interessanti. Le isole possono ospitare specie animali e vegetali endemiche (che non si trovano in altri angoli del pianeta), e questa loro peculiarità li rende territori fragili, dove le specie invasive (portate o meno dall'uomo) hanno gioco facile a portare all'estinzione specie locali.

 

Si calcola che il 75% delle estinzioni di rettili, uccelli e mammiferi avvenga proprio sulle isole, e una ricerca, pubblicata su PlosOne, suggerisce che una parte significativa di queste estinzioni si potrebbero evitare togliendo di mezzo alcune specie invasive (come topi e ratti) ed esercitando uno stretto controllo su altre, per esempio i gatti.

 

Alla ricerca hanno partecipato 40 istituzioni con oltre 50 esperti, tra i quali Piero Genovesi, dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Tra le istituzioni citiamo Island Conservation, l'unica organizzazione che si occupa di protezione delle specie sulle isole, e BirdLife International, la più grande partnership mondiale di conservazione.

 

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Infografica: come prevenire 80 estinzioni (JPG da 2,3 MB, clicca per aprire l'immagine in un'altra finestra). | Island Conservation

Le situazioni più critiche. Lo studio analizza i dati relativi a 1.279 isole con 2.823 popolazioni di 1.184 specie di uccelli, mammiferi e anfibi censiti nelle Liste Rosse delle specie in pericolo dell’IUCN, la più ampia fonte di informazioni sullo stato di conservazione delle specie di animali, funghi e piante su scala mondiale.

 

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Isola di Alejandro Selkirk (Cile): l'eradicazione di specie aliene quali capre, gatti selvatici e roditori permetterebbe di salvare dalla predazione e dalla perdita di habitat il rayadito di Masafuera (Aphrastura masafuerae), un piccolo uccello a rischio di estinzione. | Nick Holmes

Lo studio fa il punto sulla necessità di "rimuovere" le specie invasive presenti nelle isole studiate. Sono state identificate 107 isole per le quali è prioritario attivare progetti di eradicazione entro il 2020, e 62 isole con progetti da avviare entro il 2030.

 

I ricercatori affermano che tali interventi porterebbero importanti benefici per il 9,4% delle specie insulari minacciate. Nick Holmes, direttore scientifico di Island Conservation e principale autore dello studio, ritiene che «l'eradicazione di mammiferi invasivi dalle isole rappresenta un potente mezzo per eliminare una minaccia chiave per le specie insulari, impedire le estinzioni e conservare la biodiversità».

 

Cos'è la biodiversità

 

In Italia. Nicola Baccetti (ISPRA) ricorda che, in Italia, «questo tipo di intervento ha portato a risultati straordinari. L’eradicazione dei ratti a Montecristo e in altre isole del nostro Paese ha permesso di proteggere specie molto minacciate, come la berta minore», un uccello marino, le cui covate erano preda dei ratti. In Italia dagli anni ’90 sono stati realizzati oltre 20 interventi di eradicazione finalizzati al recupero di popolazioni di uccelli marini minacciate da specie invasive, con risultati sempre molto positivi.

 

30 marzo 2019 | Marco Ferrari