Ecologia

'Second hand economy', in Italia è un fenomeno da 18 miliardi di euro

Compravendita dell'usato per il 44% della popolazione del nostro Paese. Cresce il ruolo dell’online da cui si genera il 47% del valore economico.

Roma, 24 ott. - (AdnKronos) - Un fenomeno che vale 18 miliardi di euro, ovvero l’1% del Pil dell'Italia, e coinvolge il 44% della popolazione del nostro Paese. E' la "second hand economy", l'economia di seconda mano fotografata dall’indagine Doxa realizzata per Subito.it. Un fenomeno in crescita in cui aumenta il ruolo dell’online da cui si genera il 47% del valore economico e che è considerato il canale più veloce per acquistare e vendere, principalmente, elettronica (32%) e oggetti per la casa come l'arredamento e per la persona come l'abbigliamento (28%).

Tre le grandi direttrici della compravendita dell’usato: tecnologica, economica e valoriale. La diffusione dei nuovi dispositivi mobili e un sempre più elevato livello di connettività ha incrementando il numero di persone che comprano o vendono oggetti usati online: 3 su 10 tra chi compra o vende usato. La crisi economica, inoltre, ha contribuito alla crescita della second hand economy: il 71% ha acquistato l’usato per risparmiare (anche se il 57% ha venduto usato per liberarsi dal superfluo).

Ma l'usato rappresenta anche un approccio ai consumi più "smart", un modo intelligente ed eco-sostenibile di fare acquisti secondo 3 italiani su 5. Il 30% di chi compra o vende usato lo fa online, privilegiando i beni nelle categorie elettronica (32%) e Casa&Persona (28%).

Il volume d’affari generato in Italia dal mercato dell’usato è pari, nell’ultimo anno, a 18 miliardi di euro, corrispondenti all’1% del Pil italiano, un dato che per il 47% è generato attraverso la compravendita online. Chi ha venduto oggetti usati è riuscito a guadagnare in media in un anno 1050 euro, incrementando così il proprio budget di spesa e di consumo. Chi poi ha venduto oggetti usati solamente online ha guadagnato mediamente di più, con un’entrata media annua di 1.290 euro.

Ed ecco l'identikit di chi si accosta al fenomeno. Il 58% degli italiani intervistati dichiara di essere propenso a comprare un oggetto di seconda mano e il 36% di essere molto propenso a farlo. L’11% dei consumatori si identifica nel profilo del Concreto, ovvero colui che fa acquisti per permettersi di soddisfare reali bisogni famigliari, ma il profilo più ricorrente (33%) è quello che si basa su un concetto di Leggerezza del superfluo dove l’esigenza di avere cose sempre nuove, la possibilità di cambiare guardaroba, arredamento e tecnologia e l’opportunità di risparmiare senza fare troppe rinunce, guidano la scelta di acquisto e vendita dell’usato.

Seguono poi il profilo Economia 2.0 (14%), tipico dei giovani appassionati di tecnologia e utilizzatori di Internet interessati ad acquistare a poco vendendo a tanto, quello degli Ideologici (12%), nostalgici delle cose di una volta e che desiderano contribuire attivamente a un nuovo mercato, più sostenibile, e infine l’identikit della Smart Chic (8%), la over 45 che compra il bello e cerca oggetti originali, acquista ciò di cui si innamora come abiti vintage che portano con sé una storia e crede nel riuso e nella sostenibilità.

Per fare un esempio, Subito.it conta oggi 8,3 milioni di utenti unici al mese e oltre 1 milione al giorno, con un traffico da mobile che raggiunge oggi il 40% del totale. Sono oltre 4,8 milioni gli annunci pubblicati nelle 37 categorie merceologiche a un ritmo di più di 100.000 nuovi ogni giorno. Migliaia di opportunità giornaliere per concludere un buon affare, acquistando o venendo oggetti usati.

Oltre che per i privati, infine, Subito.it è anche uno strumento utile per il proprio business, grande o piccolo che sia. Lo usa infatti il 67% dei concessionari automotive che pubblica annunci online (su Subito.it si vende un’auto al minuto) e il 47% delle agenzie immobiliari italiane (750 affari conclusi ogni giorno nella categoria case).

24 ottobre 2014 ADNKronos
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