Ecologia

Ronchi: con l'accordo sul clima cambio di passo globale, 3 i punti portanti

tre i punti fondamentali

Roma, 14 dic. - (AdnKronos) - "L’accordo di Parigi segna un cambio di passo globale nel far fronte alla crisi climatica". Lo afferma il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi che indica i tre punti principali di questo processo globale messo in moto.

Primo: "187 governi di altrettanti Paesi, compresi tutti i grandi emettitori di gas serra, Cina in testa, hanno dichiarato necessari rilevanti impegni di riduzione - e impegnative politiche di adattamento- e hanno dichiarato impegni nazionali di riduzione, stipulando un patto per verificare periodicamente e globalmente questi impegni".

Secondo: "hanno affermato un obbiettivo più ambizioso di quello annunciato come prevalente alla vigilia, introducendo la necessità di stare molto al di sotto dei 2°C e di fare ogni sforzo per non aumentare la temperatura media globale rispetto all’era preindustriale di più di 1,5 °C".

Terzo: "l’accordo entrerà in vigore, e sarà valido per tutti i Paesi che hanno aderito alla Convenzione quadro del 1992 (quasi tutti, Stati Uniti e Cina compresi), quando sarà sottoscritto da almeno 55 Paesi che rappresentino almeno il 55% delle emissioni mondiali di gas serra: quorum che sarà prevedibilmente raggiunto e darà ulteriore forza politica a questo accordo".

Secondo Ronchi, "il processo globale messo in moto da queste tre importanti novità avrà rilevanti impatti sugli investimenti mondali nelle fonti fossili; innescherà un probabile ulteriore balzo di quelli nelle rinnovabili, nel risparmio energetico, nella mobilità sostenibile e un generale maggiore impegno nell’eco-innovazione". L’insieme di questi fattori "farà crescere, con buona probabilità, la competitività della green economy, la sua forza di sviluppo e di penetrazione, con effetti potenzialmente moltiplicatori".

Ma come affrontare i punti deboli (gli strumenti per raggiungere gli obiettivi), o rinviati dall’Accordo di Parigi a verifiche successive? Visto che è ufficialmente riconosciuto che gli attuali impegni nazionali dichiarati dai 187 Paesi per il 2025 e il 2030, sono un passo importante, ma non sono sufficienti per stabilizzare l’aumento delle temperatura a 1,5 °C, secondo Ronchi "sarebbe bene non perdere la spinta positiva verso una low carbon economy alimentata dall’Accordo di Parigi, impegnandosi da subito per migliorarli e per attivare politiche e misure più efficaci da parte dei Governi, ma anche dalle amministrazioni regionali, locali e dalle imprese".

14 dicembre 2015 ADNKronos
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