Riserve naturali e tutela della biodiversità: missione fallita?

Dovrebbero offrire un riparo sicuro a piante e animali minacciati da distruzione dell'habitat, inquinamento e presenza dell'uomo. Ma le riserve naturali situate ai Tropici non stanno riuscendo ad adempiere totalmente alla propria missione. Gran parte di esse versa in condizioni precarie a causa del degrado ambientale delle aree limitrofe, come denuncia uno studio pubblicato su Nature. Una selezione delle foto più belle di parchi naturali e dei loro abitanti.

Scrigni di biodiversità, arche di Noè a cielo aperto, ultimi baluardi di difesa delle specie a rischio estinzione. Un tempo, forse. Le aree naturali di tutto il mondo stanno attraversando un declino che mette in serio pericolo i loro sempre più indifesi abitanti. Secondo uno dei più completi studi sull'argomento pubblicato su Nature, gli oltre 16 mila parchi e riserve naturali ufficialmente riconosciuti sono sempre più minacciati da attività umane e cambiamenti climatici. E a pagarne le spese potrebbero essere piante e animali che qui trovano rifugio.

Nella foto aerea: la riserva naturale di Namib Rand, in Namibia, attraversata da un branco di zebre.

La ricerca ha preso in considerazione 60 aree protette distribuite nelle principali aree tropicali del mondo. Lo studio, intitolato "Averting biodiversity collapse in tropical forest protected areas", vede coinvolti 200 ricercatori da tutto il mondo provenienti da 166 istituti di ricerca, incluso il Museo delle Scienze di Trento, unico ente italiano coinvolto nell'indagine che ha fornito dati sulle foreste tropicali dell'Africa orientale (in particolare della Tanzania).

Nella foto,una giraffa nella riserva del Masai Mara, in Kenya. Negli ultimi 15 anni - secondo il Wwf e L'International Livestock Research Insitute di Nairobi le giraffe sarebbero dimunite del 95%, le antilopi dell'80% e gli alcefali (un'altra specie di mammifero ungulato) del 76%. All'origine dell'ecatombe ci sarebbe la caccia illegale, ma soprattutto l'aumento degli insediamenti umani nelle vicinanze che minacciano il territorio degli animali.

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I ricercatori hanno valutato lo stato di salute di 31 gruppi di specie animali e vegetali, dai grandi predatori come la tigre alle piante rampicanti che crescono sopra alla chioma degli alberi nelle riserve di Africa, America e Asia. 
Solo metà delle aree naturali studiate si è rivelata ancora funzionale o comunque efficace nel suo ruolo di protezione delle specie che ospita. Le altre hanno mostrato una preoccupante e crescente erosione della biodiversità, mentre quattro quinti dei parchi tropicali verserebbero comunque in condizioni non ottimali.

Nella foto: la foresta pluviale della valle di Danum, nel Borneo.

Le riserve analizzate vanno da un'estensione di 160 ettari fino ai 3,6 milioni di ettari, ma le dimensioni non sono un valido indicatore dello stato di salute di queste aree. Piuttosto il pericolo viene da fuori, e in particolare dalle zone immediatamente limitrofe non tutelate da una legislazione altrettanto rigorosa, dove il degrado ambientale avanza. Secondo i ricercatori, «i cambiamenti che avvengono attorno alle riserve sono influenti come quelli interni alle stesse». Poiché le riserve tropicali sono spesso strettamente legate all'habitat circostante, la distruzione delle foreste vicine causata da disboscamento, incendi e bracconaggio ha effetti rilevanti anche sulle specie che vivono all'interno delle aree protette.

Nella foto: gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) al confine tra la foresta e un campo coltivato nel Virunga National Park, Repubblica Democratica del Congo.

L'85% delle riserve si trova in un'area circondata da terre svuotate dagli alberi, affette da cementificazione o soggette a incendi frequenti. Anche all'interno degli stessi parchi naturali la macchia verde sembra essersi assottigliata per fare spazio a strutture turistiche o per il commercio di legname.

Nella foto, la vegetazione lussureggiante della riserva naturale di Tambopata Candamo, nel bacino amazzonico peruviano.

Tra gli animali maggiormente minacciati c'è la tigre (Panthera tigris). Per difendere il felino dall'estinzione la Corte Suprema Indiana ha temporaneamente bandito il turismo nelle riserve naturali che lo ospitano. Hotel e negozi ad uso turistico costruiti al limitare delle aree protette stanno infatti togliendo spazio alla foresta in cui l'animale si nasconde. E attualmente non esistono aree "cuscinetto" con una vegetazione meno degradata che possano interporsi tra la foresta e le strutture ricettive.

Nella foto: lo scontro tra due tigri all'interno del Parco Nazionale del Ranthambhore nel Rajasthan, India. In base a stime IUCN del 2010 la popolazione di tigri in India è di circa 1700 esemplari.

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Proprio i mammiferi, insieme a pesci, anfibi, pipistrelli e piante secolari sono i più colpiti dal declino di questi habitat naturali, la cui importanza cruciale nella tutela della biodiversità non vuole affatto essere sminuita dai ricercatori: è necessario, anzi, estendere i programmi di tutela e ripristino degli equilibri dell'ecosistema anche al di là dei confini ristretti dei parchi, nelle aree limitrofe, e non ridurre le riserve a luoghi recintati isolati dall'esterno, dove tutto è concesso.

Nella foto, un formichiere nano (Cyclopes didactylus), originario delle foreste del bacino amazzonico. Il piccolo mammifero arboricolo predilige le piante del genere Ceiba, alberi ad alto fusto che lo nascondono dai predatori. La deforestazione è tra i principali fattori responsabili del declino della biodiversità.

Ma l'intervento umano non è l'unico pericolo. Le aree protette devono affrontare anche la minaccia del riscaldamento globale e dell'aumento di emissioni di anidride carbonica. Nella foto, la riserva naturale di Ahihi-Kinau, Hawaii. L'aumento di CO2 nell'atmosfera sta causando la progressiva acidificazione delle acque marine, con conseguenze drammatiche per i coralli e gli abitanti del reef.

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Scrigni di biodiversità, arche di Noè a cielo aperto, ultimi baluardi di difesa delle specie a rischio estinzione. Un tempo, forse. Le aree naturali di tutto il mondo stanno attraversando un declino che mette in serio pericolo i loro sempre più indifesi abitanti. Secondo uno dei più completi studi sull'argomento pubblicato su Nature, gli oltre 16 mila parchi e riserve naturali ufficialmente riconosciuti sono sempre più minacciati da attività umane e cambiamenti climatici. E a pagarne le spese potrebbero essere piante e animali che qui trovano rifugio.

Nella foto aerea: la riserva naturale di Namib Rand, in Namibia, attraversata da un branco di zebre.