Ecologia

Rifiuti, Sud ancora al palo. Clini: “Cristo si è fermato a Roma”/ Leggi

Roma, 28 ott. - (AdnKronos) - Esportazione dei rifiuti e “persistente ricorso alle discariche”. E' così che il Sud, dal Lazio alla Sicilia, nelle gestione dei rifiuti non riesce a tenere il passo delle realtà più virtuose come Milano e tutto il nord est. Un sistema inefficiente che presenta un conto salato: “a Roma e a Napoli lo smaltimento dei rifiuti costa da 3 a 5 volte di più rispetto a Milano”. A tracciare un quadro della situazione è l'ex ministro dell'Ambiente, Corrado Clini che sull'Italia dei rifiuti commenta: “Evidentemente Cristo si è fermato a Roma, un poco più a nord di Eboli”.

Oltre alle condanne della Corte di Giustizia europea che pesano sulla Campania, c'è la questione dell’esportazione dei rifiuti urbani "di Roma e Napoli, e non solo, negli impianti di Austria, Olanda e altri paesi europei che ci costa almeno 150 milioni di euro all'anno”. Secondo Clini "la ostinata e immotivata resistenza, dal Lazio alla Sicilia, alla utilizzazione delle migliori tecnologie per il recupero di materia ed energia è all’origine di questa situazione".

A Roma, ad esempio, "non si riesce a realizzare un sistema efficace per il recupero della frazione organica che corrisponde a circa il 50% dei rifiuti della Capitale: gli impianti coprono meno del 10% della domanda". Ma la situazione di Roma "non è diversa dalle grandi città del centro sud" dove "va in discarica o 'emigra' all’estero un patrimonio enorme di materia prima per la produzione di compost di qualità".

Secondo l'ex ministro, "l’opposizione al compostaggio fa buona compagnia a quella contro il recupero energetico". E non solo contro i termovalorizzatori, "ma anche contro il combustibile solido secondario (Css) da impiegare nei cementifici o nelle centrali a biomasse in sostituzione dei combustibili fossili". Una pratica che ha riscontri in tutto il mondo e che Clini definisce "sicura".

L’industria del cemento, afferma Clini, "è pronta al suo utilizzo. Eppure, dal Lazio alla Sicilia, dove si concentra circa il 50% della produzione di cemento (il 30% solo in Calabria, Puglia e Sicilia), amministratori e comitati si contendono l’opposizione all’uso del Css".

Al compostaggio e recupero energetico, dunque, "opposizioni singolari". "Evidentemente - conclude l'ex ministro - meglio le discariche, dove finisce come in Sicilia l’85% dei rifiuti. E l’alternativa alle discariche è nei treni e sulle navi della vergogna che trasportano i rifiuti nelle città e nelle regioni virtuose del nord Italia e dell’Europa".

28 ottobre 2016 ADNKronos
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