Ecologia

Quali oggetti di plastica dominano gli oceani?

È soprattutto la plastica monouso a inquinare gli oceani, a conferma che bisogna agire alla fonte e non limitarsi a pulire spiagge e fiumi.

Il tema non è nuovo, ma i risultati riservano qualche sorpresa: un nuovo studio pubblicato su Nature Sustainability e finanziato dalla BBVA (un gruppo bancario multinazionale spagnolo) e dal Ministero della Scienza spagnolo ha analizzato la situazione dell'inquinamento da plastica nei nostri oceani, e ha concluso che sacchetti di plastica monouso, bottiglie, contenitori e involucri di cibo rappresentano, da soli, quasi la metà di tutti i rifiuti gettati dall'umanità. Appena dieci tipi di oggetti di plastica compongono addirittura l'80% di tutta la spazzatura: «Questo dato non ci ha stupito più di tanto», afferma Carmen Morales-Caselles, capo dello studio:«Ciò che ci ha lasciato di stucco è stato vedere che la maggior parte dei rifiuti in plastica derivano da cibo da asporto, come bottiglie di plastica, posate e involucri di cibo».

Rifiuti plastica
Una classifica dei dieci oggetti che più inquinano gli oceani: sacchetti di plastica, bottiglie di plastica, contenitori e involucri di cibo, tessuti sintetici, materiali da pesca, tappi di plastica, imballaggi industriali, bottiglie di vetro e lattine. © Statista

L'analisi ha incluso gli oggetti in plastica maggiori di 3 cm e riconoscibili, escludendo dunque le microplastiche (un altro bel problema per l'ambiente) e i frammenti di oggetti più grandi. La maggior concentrazione di spazzatura è stata rilevata sulla costa, dove i rifiuti si accumulano a causa del movimento di onde e correnti marine: una maggiore presenza di materiali da pesca è stata rilevata invece in mare aperto, dove rappresentano circa la metà dei rifiuti totali.

Italia sul podio. Un secondo studio pubblicato sulla stessa rivista ha invece analizzato la spazzatura che viene riversata in mare da 42 fiumi europei: l'Italia in questo caso sale su un triste podio, quello dei maggiori produttori di rifiuti galleggianti, insieme a Turchia e Regno Unito. «Non basta pulire le foci dei fiumi», sottolinea Daniel González-Fernández, capo del secondo studio. «Bisogna fermare la spazzatura alla fonte, facendo sì che la plastica non entri nemmeno nell'ambiente». L'Europa si è già mossa contro la plastica usa e getta, ma nei Paesi che ne sono maggiori produttori, come Australia e USA, non esistono ancora leggi a riguardo.

23 giugno 2021 Chiara Guzzonato
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