Roma, 26 gen. (AdnKronos) - Esplorazione sensoriale, massima qualità degli ingredienti, basso contenuto di fibre. Sono alcune delle indicazioni che la vegCoach Roberta Bartocci, biologa nutrizionista, propone a chi vuole introdurre anche i più piccoli allo stile di vita vegano.
Bartocci stila con l'Adnkronos un vero e proprio decalogo per lo svezzamento dei neonati. Per cominciare una premessa: "Se mangiare vegetale non significa assolutamente togliere gli alimenti di origine animale e basta ma reimpostare un nuovo modo di alimentarsi nell’adulto, questo principio è particolarmente importante nel caso di un lattante". Da ricordare poi, spiega l'esperta, "che fino ai 12 mesi almeno, buona parte dei fabbisogni saranno coperti dal latte: materno o, in sua assenza, formulato a base di proteine di riso o soia". Bisogna, quindi, "concentrarsi sull’esplorazione sensoriale delle prime pappe da parte del bambino, piuttosto che sull’ansia di coprire tutti i fabbisogni di nutrienti, proprio perché a questo ci pensa il latte".
Ma con lo 'svezzamento veg' non ci sono rischi di carenze nutritive? L'esperta non ha dubbi: "Se fatto bene no. Viceversa uno svezzamento convenzionale non è fisiologico: noi passiamo da un latte che ha l'1% di proteine ad un pappone ricco di proteine e grassi che il latte umano non ha e al quale l'intestino del bambino non è abituato".
Quindi i consigli di ordine pratico: "1) dall'inizio dello svezzamento ai 12 mesi bisogna tenere un basso carico di fibre e quindi le verdure andranno offerte sotto forma di brodo vegetale e succhi - spiega Bartocci - i cereali raffinati, i legumi decorticati, cioè privati del rivestimento esterno. Poi man mano va aggiunta la fibra fino ad arrivare ai 24 mesi in cui si potranno mangiare cibi integrali senza problemi".
A seguire: "2) si inizia, come nello svezzamento convenzionale, introducendo come primo alimento oltre al latte, della frutta matura, meglio se fresca, o cotta/omogeneizzata a merenda; 3) un esempio di prima pappa 'salata' sarà costituita da: brodo vegetale, un cereale raffinato senza glutine (riso, mais e tapioca), un alimento più proteico come un legume decorticato oppure del tofu schiacciato, 1 cucchiaino di olio extra vergine di oliva, 1 di olio di semi di lino da banco frigo come fonte di omega 3, 1 cucchiaino di mandorle in crema o polverizzate, un pizzico scarso di sale marino integrale o la punta di un cucchiaino di miso, una spolverata di lievito in scaglie".
Passo successivo, il quarto per la precisione, l'introduzione del glutine: "a 7 mesi - spiega la nutrizionista - introdurre i cereali con glutine, prediligendo quelli più antichi come farro e orzo perlati.
Mantenere basso il consumo di frumento".
Al quinto punto del 'decalogo veg per lo svezzamento' c'è "la qualità degli alimenti" che "deve essere eccellente, da coltivazione naturale e senza additivi: 1-2 cucchiai di succo di ortaggi, estratto fresco, aggiunto alle sue pappe è un ottimo modo per arricchire i pasti di vitamine e antiossidanti".
Quanto alla mamma che allatta - è il sesto punto del decalogo stilato dalla vegcoach - "è importante che curi la sua alimentazione assicurandosi che sia completa e sana". Ancora: "7) non c’è miglior esempio di mamma e papà: quindi è buona abitudine far mangiare i primi pasti a tavola insieme ai genitori ed è importante che la loro alimentazione sia curata. In particolare che ci siano sempre verdure crude e cotte, colorate e attraenti, che il bimbo imparerà a considerare familiari. 8) Convinzione e preparazione. Prepararsi per tempo alle probabili critiche che si riceveranno mostrando consapevolezza della propria scelta. Questo può essere fatto se ci si informa in maniera corretta".
Per chiudere: "9) scegliere un pediatra informato sulla nutrizione e alimentazione a base vegetale; 10) fare rete: grazie ai social network è possibile entrare in contatto con tante altre famiglie che hanno fatto questa scelta e potersi così confrontare".