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Crocchette di pollo sintetiche e stampate in 3D

Una grande catena di fast food sperimenta crocchette di pollo sintetico: stampate in 3D o ottenute in provetta e a basso impatto ambientale.

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Il prossimo pollo potrebbe essere stampato in 3D. | pxhere

KFC, una delle più note catene di fast food al mondo, famosa per le sue crocchette di pollo fritto, è sempre più attiva nella ricerca del perfetto sostituto della carne.

 

L'azienda ha recentemente siglato una partnership con 3D Bioprinting Solutions, un laboratorio di Mosca specializzato nella bioingegneria e nella stampa 3D di tessuti organici.

 

Come ti stampo il POLLO. I ricercatori russi sono infatti riusciti a mettere a punto un processo di stampa 3D che consente di ottenere crocchette complete di panatura e spezie, pronte per essere fritti. La materia prima base, la "carne di pollo", è ottenuta artificialmente a partire da proteine animali: pollo sintetico, insomma.

 

Obiettivo di 3D Bioprinting Solutions è quello di riuscire ad eguagliare, con tessuti sintetici, il gusto delle famose crocchette a stelle e strisce.

Crocchette 2.0 Per KFC non si tratta comunque della prima esperienza con la carne artificiale. Già da qualche tempo infatti l'azienda ha iniziato una collaborazione con Beyond Meat (azienda americana che produce sostituti artificiali della carne), per la commercializzazione di crocchette di "pollo" ottenute a partire da un mix di sostanze vegetali.

 

Il nuovo pollo, ribattezzato Beyond Fried Chicken, è in vendita dal 20 luglio in 50 punti vendita della California.

 

Per le crocchette stampate in 3D occorrerà attendere ancora un po': secondo quanto reso noto da 3D Bioprinting Solutions i nuggets (così si chiamano, questi bocconcini di pollo, nelle grandi catene di fast food) stampati saranno commercializzati in Russia a partire dall'autunno.

 

Ma che vantaggio potrebbe derivare dal rivolgersi alla scienza per trovare un sostituto al pollo, ai bovini e agli altri animali da carne? Non ci sono solo motivi etici, ma anche ecologici: secondo una ricerca ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) del 2019, in Italia gli allevamenti intensivi sono la seconda fonte di inquinamento dopo il riscaldamento domestico.

 

25 luglio 2020 | Rebecca Mantovani