PFTBA: il gas serra più pericoloso della CO2

Scoperte in Canada le pericolose proprietà di un gas impiegato nell'industria fin dalla metà del secolo scorso. Quali sono i reali rischi per l'ambiente? E quanti altri gas serra potrebbero esistere di cui ignoriamo l'esistenza?

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Non solo CO2: il nostro pianeta è minacciato da gas serra molto più pericolosi della CO2 (© Mischa Keijser/cultura/Corbis)

Ha un nome quasi impronunciabile, perfluorotributilamina (ma potete chiamarla PFTBA) ed è stato scoperto qualche settimana fa dai ricercatori dell’ Università di Toronto: è il gas serra più potente del mondo, 7100 volte più efficace della CO2 nel trattenere sulla Terra il calore dei raggi solari.

Una vecchia conoscenza
A dirla tutta, questa sostanza chimica è nota all'uomo da oltre cinquant'anni: dalla metà del XIX secolo è infatti impiegata in molti processi industriali, per esempio nella produzione di transistor e condensatori. Ciò che Angela Hong e il suoi collaboratori hanno scoperto è che questo gas, oltre ad avere il potere irradiante più alto tra le tutte le molecole presenti nell'atmosfera, può rimanere in sospensione per più di 500 anni prima di degradarsi e scomparire.
Fortunatamente la concentrazione di PFTBA nell'aria è molto bassa: secondo i ricercatori non più di 0,18 parti per miliardo contro le 400 parti per milione della CO2.

Niente distrazioni
Lo studio, pubblicato sull'ultimo numero di Geophysical Research Letter, chiarisce come la scoperta delle proprietà di questo gas non debba distogliere l’attenzione da quello che comunque rimane il principale responsabile del surriscaldamento del pianeta: l’anidride carbonica prodotta dai processi industriali e di combustione. «Dobbiamo comunque tenere sotto controllo questa molecola» spiega alla stampa Drew Schindell, climatologo al Goddard Institute for Space Science, «se dovesse proliferare potrebbe dare un sostanzioso contributo all’effetto serra».

Molecola immortale

Una delle caratteristiche più preoccupanti della perfluorotributilamina rimane però la sua persistenza: a differenza della CO2, che viene comunque catturata dalle foreste e dagli oceani, questa molecola non ha nemici naturali di alcun tipo. «Ogni singola molecola può potenzialmente influire sul clima» afferma la Hong.
Lo studio canadese si conclude sollevando due inquietanti interrogativi: qual è, a livello mondiale, la quantità di PFTBA attualmente utilizzato nei processi industriali? E quali altri gas potrebbero essere potenzialmente pericolosi per il clima, al momento a nostra insaputa?

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17 Dicembre 2013 | Rebecca Mantovani