Ecologia

Perché si diventa negazionisti dei cambiamenti climatici?

È forse una forma di autoinganno - per poter fare scelte di comodo - a spingere alcune persone a negare i cambiamenti climatici? Sembrerebbe di no.

Davanti alla drammatica attualità dei cambiamenti climatici, perché alcune persone si ostinano a negare l'evidenza? Rispondere non è semplice, ma una ricerca pubblicata su Nature Climate Change ha permesso di scartare almeno una possibile risposta. In base allo studio, i negazionisti del clima non distorcono la realtà per poter continuare a comportarsi in modo dannoso per il Pianeta, come più volte ipotizzato.

In pace con la coscienza. Una delle possibili spiegazioni nel tempo avanzate sulla diffusione del negazionismo climatico è che le convinzioni antiscientifiche su cui si basa altro non siano che una forma di autoinganno, come se fosse più facile convivere con le proprie mancanze nei confronti del Pianeta se ci si persuade che i cambiamenti climatici non dipendono dall'uomo. 

Solo conferme, grazie. Questo processo di pensiero viene chiamato dagli scienziati "ragionamento motivato" ed è un meccanismo che fa sì che la realtà venga interpretata in base alle convinzioni preesistenti, escludendo i fatti che ci smentirebbero, così da giustificare un dato comportamento. Per esempio una persona che viaggia molto in aereo per turismo potrebbe argomentare che questi inquinanti mezzi decollerebbero comunque anche senza il suo contributo, che non sarà certo un singolo volo a cambiare le cose, e che comunque i cambiamenti climatici nella storia della Terra ci sono sempre stati.

Da che parte stai? Un gruppo di economisti dell'Università di Bonn ha coinvolto 4000 adulti statunitensi in una serie di esperimenti online. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi, che dovevano decidere che cosa fare di un'ipotetica donazione di 20 dollari. I membri del primo gruppo hanno potuto suddividere la quota in due parti, da destinare a due associazioni impegnate contro i cambiamenti climatici. Quelli del secondo gruppo hanno avuto invece la possibilità di decidere se tenere per sé la somma, e riceverla in effetti al termine dell'esperimento.

Smentita a sorpresa. Gli scienziati hanno ipotizzato che chi avesse deciso di tenere per sé il denaro si sarebbe sentito in dovere di giustificarsi, magari proprio negando l'esistenza dei cambiamenti climatici. Ma non è accaduto: anche se metà dei membri del secondo gruppo hanno scelto di riscuotere la somma, questo gruppo non ha espresso più dubbi sulla crisi climatica rispetto al primo. 

«Il nostro studio non ci ha fornito alcuna indicazione del fatto che le diffuse idee sbagliate sui cambiamenti climatici siano dovute a questo tipo di autoinganno» spiega Florian Zimmermann, che ha coordinato lo studio.

nego, dunque sono. La buona notizia è che, se davvero il negazionismo non si basa su questa granitica auto-convinzione, in teoria dovrebbe essere più semplice convincere gli scettici mettendoli davanti alla realtà delle conseguenze dei cambiamenti climatici. Quella un po' meno rassicurante, è che i dati sembrano indicare che il negazionismo climatico è invece parte della propria identità politica e di pensiero, persino un modo per definirsi come persona.

4 febbraio 2024 Elisabetta Intini
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