Overfishing? No grazie: fermiamo la pesca selvaggia

Tecniche di pesca non rispettose della fauna ittica stanno impoverendo i nostri mari: che cos'è l'overfishing e come possiamo contrastarlo.

Più di un miliardo di persone utilizza il pesce come primaria fonte di proteine, ma i mari si stanno svuotando e sempre più spesso i pescatori tornano a riva con le reti vuote. Nonostante una maggiore consapevolezza del sovrasfruttamento delle risorse terrestri, quello dell'overfishing è un problema che resta troppo spesso "sommerso", come spiega questo video pubblicato lo scorso anno, ma che riguarda un problema ancora molto attuale.

Negli ultimi 60 anni, raccontano nell'animazione gli attivisti di Ocean2012 (un'organizzazione che combatte contro il depauperamento dei mari), si è dato fondo alla maggior parte delle riserve ittiche mondiali, attraverso pratiche di pesca sconsiderate che rastrellano i fondali oceanici saccheggiandoli anche del pescato non necessario (che viene ributtato in mare già morto).

Molti pesci vengono issati a bordo prima che raggiungano l'età riproduttiva (e possano perpetrare la specie); altri, soprattutto se di dimensioni e qualità considerate minori, sono raccolti solo per nutrire i pesci allevati nelle acquacolture - come i salmoni.

I limiti di consumo sostenibile fissati per le specie più a rischio sono spesso più ottimistici di quelli suggeriti dagli scienziati, e comunque non vengono rispettati: si preferisce seguire la domanda di mercato, una consuetudine che potrebbe portarci, entro 50 anni, ad esaurire le scorte di pesce di intere riserve ittiche.

I cittadini possono fare molto, adottando un consumo consapevole di pesce e incoraggiando le istituzioni a prendere provvedimenti legislativi per contrastare l'overfishing.

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02 Dicembre 2013 | Elisabetta Intini