Ecologia

Occhi sulla Terra

Un nemico incombe nelle zone del Mediterraneo. È il deserto che avanza. Per tenerlo sotto controllo, arrivano in soccorso le sentinelle spaziali.

Occhi sulla Terra
Un nemico incombe nelle zone del Mediterraneo. È il deserto che avanza. Per tenerlo sotto controllo, arrivano in soccorso le sentinelle spaziali.

Agli occhi dello spettrometro MERIS (Resolution Imaging Spectrometer) montato su Envisat ecco come appare il Mediterraneo orientale. Il contrasto tra la lussureggiante vegetazione del delta del Nilo e la sabbia desertica del Sahara è visibilissima. Foto: @ ESA Ingrandisci l'immagine
Agli occhi dello spettrometro MERIS (Resolution Imaging Spectrometer) montato su Envisat ecco come appare il Mediterraneo orientale. Il contrasto tra la lussureggiante vegetazione del delta del Nilo e la sabbia desertica del Sahara è visibilissima. Foto: @ ESA Ingrandisci l'immagine

Ogni anno 300.000 chilometri quadrati di terre affacciate sul Mediterraneo si trasformano in deserto. E gli incendi si mangiano da 600 a 800 mila ettari di vegetazione, rendendo vulnerabili zone ancora più estese. Il processo, che prende il nome di desertificazione, pare inarrestabile. Ma un metodo per tenerlo sotto controllo deve pur esserci. Ecco perché quattro stati europei affacciati sul Mediterraneo, Italia, Portogallo, Grecia e Spagna, hanno avviato un progetto, denominato DesertWatch, che sfrutta satelliti in orbita nell'atmosfera terrestre per scrutare le nostre coste. E raccogliere dati utili per fronteggiare una piaga che mette a rischio il benessere di 16,5 milioni di europei, sottraendo terre all'agricoltura e al turismo. L'iniziativa, che sfrutta una serie di satelliti tra cui il nuovo Envisat, ha lo scopo di verificare la validità delle attuali teorie sulla desertificazione, che attribuiscono le maggiori responsabilità del fenomeno all'uomo, e in particolare a certe pratiche agricole e di allevamento e agli incendi dolosi (Vedi foto).
Sentinelle spaziali. DesertWatch non è il primo progetto che si propone di governare il territorio osservandolo dallo spazio. La Nasa ha già al suo servizio una nutrita squadra di satelliti (Aqua, Terra, Topex/Poseidon, Jason e Trmm) con cui controlla l'andamento delle coltivazioni o il livello dei laghi.
JAson per esempio, in orbita dal 2002, controlla l'influsso del clima sul mare, per individuare sul nascere onde anomale o studiare fenomeni meteorologici come gli uragani o El Niño, che periodicamente sconvolge gli equilibri del Pacifico lungo le coste cilene e peruviane. Sempre con i satelliti la Nasa ha avviato progetti per controllare la vegetazione nella fascia tropicale del Centro America, per rilevare nel giro di poche ore le eruzioni di vulcani in zone remote, per controllare la situazione dei ghiacciai di tutto il mondo e per tenere sotto controllo le alluvioni.

(Notizia aggiornata al 21 novembre 2004)

22 novembre 2004
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