Ecologia

Nel 2014 triplicata la raccolta dei moduli fotovoltaici a fine vita

E' passata da 22.500 kg a 70.000 kg. Il dato è destinato a crescere ancora data l’obsolescenza dei moduli installazioni venti anni fa

Roma, 21 mag. - (AdnKronos) - Più della metà delle batterie vendute in Italia e oltre 7,5 milioni di chili di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche gestiti, una crescita del 211% nella raccolta dei moduli fotovoltaici e quattro studi sperimentali per il riciclo dei rifiuti del futuro in partnership con le più importati istituzioni scientifiche italiane. Sono questi i dati, presentati oggi a Roma, che emergono dal Rapporto 2014 di Cobat, il consorzio che offre servizi integrati e personalizzati di raccolta, trattamento e riciclo di prodotti giunti a fine vita.

Cobat è attualmente il sistema di raccolta e riciclo di pile e accumulatori più rappresentativo in Italia, con quasi il 55% dell’immesso al consumo degli accumulatori industriali e per veicoli e quasi il 30% delle pile e degli accumulatori portatili. Nel 2014 la raccolta di accumulatori al piombo esausti si è attestata sui 127,5 milioni di kg. In Toscana (+29,7%), Campania (+28,3%) e Abruzzo (+24,2%) le maggiori variazioni percentuali dei quantitativi di raccolta.

Cobat, tra i primi 7 Sistemi di raccolta in Italia, è passato da 105.983 kg di Raee gestiti nel 2013 ai 7.519.568 kg del 2014 (una crescita di oltre 70 volte), grazie all’incremento delle adesioni di produttori e importatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Ad oggi i centri di raccolta sono 777, dai 44 dell’anno precedente. Il maggiore quantitativo raccolto, sia nel 2013 che nel 2014, appartiene alla categoria R3 (Tv e monitor), rispettivamente con circa 86 mila kg e oltre 6 milioni di kg.

Nel 2011 Cobat ha strutturato la prima filiera italiana per la raccolta e il riciclo dei moduli fotovoltaici esausti anticipando la direttiva Europea 2012/19/Ue sui Raee, recepita con il D.Lgs. 49/2014. Al momento i moduli che necessitano di un corretto invio a trattamento sono limitati. Ciò nonostante, Cobat ha triplicato i quantitativi raccolti, passando da 22.500 kg del 2013 a 70.000 kg del 2014. Il dato è destinato a crescere ancora data l’obsolescenza dei moduli derivanti da installazioni di venti anni fa.

Nel 2014 Cobat, già attivo nella gestione indiretta degli Pneumatici fuori uso, ha ottenuto dal Comitato Aci l’autorizzazione a operare nella gestione degli Pfu provenienti da autodemolizione. Il quantitativo gestito nel 2014 da Cobat è pari a 7 mila kg (+40% rispetto al 2013), ma è destinato a crescere grazie all'ampliamento dell'offerta di servizi.

Il sistema Cobat è costituto da 90 punti Cobat e 17 Impianti di trattamento e riciclo accreditati. In questo modo, il Consorzio riesce a garantire una copertura omogenea del Paese e ad abbattere costi di trasporto e immissioni inquinanti in atmosfera. Sono oltre 700 i Produttori e Importatori che hanno affidato a Cobat la responsabilità della gestione del fine vita, per un immesso al consumo di più di 160 mila tonnellate di rifiuti.

Quanto al capitolo ambiente, secondo il rapporto, la scelta del personale di utilizzare sempre di più il treno ha permesso di abbattere del 6%, rispetto al 2013, la produzione di tonnellate di CO2 equivalenti di gas serra. Grazie a un ulteriore processo di efficientamento della logistica, nel 2014 sono diminuiti, poi, i km percorsi e le emissioni di gas climalteranti del 7,5% per ogni singola tonnellata raccolta di accumulatori al piombo.

Tra le iniziative di ricerca e sviluppo, il Consorzio ha avviato nel 2014 uno studio di fattibilità con l’Istituto di Chimica dei Composti Organometallici (Iccom) del Cnr-Consiglio Nazionale delle Ricerche per sperimentare una tecnologia per il trattamento degli accumulatori al litio esausti e il recupero dei loro componenti metallici. Visto l'uso quotidiano nei pc, tablet e smartphone, ma anche nelle vetture ibride ed elettriche, il progetto potrebbe costituire la risposta a una delle principali sfide ambientali del futuro.

21 maggio 2015 ADNKronos
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