Navi ad aquilone per la marina di domani

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Sky Sails |

Un sistema di propulsione ibrida motore vela-motore permette consistenti risparmi di carburante alle grandi navi oceaniche. E non serve nemmeno la vela: basta un aquilone. (Alessandro Bolla, 23 ottobre 2008)

Il verde dell’ecologia diventa... verde militare, anzi azzurro marina. Le forze armate americane saranno infatti una delle prime organizzazioni al mondo a utilizzare una nuova e generazione di navi a propulsione ibrida motore-vela che permetterà risparmi di carburante del 20-30% rispetto ai vascelli convenzionali. Ma chi si immagina portaerei ultra moderne con alberi e sartie è fuori strada. La nuova tecnologia utilizza infatti, al posto di rande e spinnaker, un gigantesco aquilone che, attaccato alla nave per mezzo di una cima, cattura il vento e la traina proprio come accade, su scala diversa, nel kitesurf. Il Navy's Military Sealift Command, l’ufficio della marina americana che si occupa di logistica, ha infatti noleggiato la Beluga, un cargo tedesco che sfrutta questa tecnologia, per trasportare materiali dalle basi americane all’Europa.

 

CACCIATORI DI AQUILONI
La vela altro non è che un grande aquilone controllato da un computer che si leva a circa 100 metri di altezza sopra la nave, dove i venti sono più stabili e prevedibili. Per motivi di sicurezza il sistema Sky Sails, questo il nome del dispositivo, può essere utilizzato solo in mare aperto e comunqe oltre le 3 miglia dalla costa. Rispetto alle vele convenzionali offre numerosi vantaggi: non servono alberi e strutture fisse sulla nave e, una volta ripiegato, occupa lo spazio di una cabina del telefono. Il funzionamento del sistema è relativamente semplice: un braccio telescopico tende e alza l’aquilone sopra la prua, fino a quando il vento, gonfiandolo, non lo fa alzare fino alla quota operativa.
Il pieno costa meno. I vantaggi? Consistenti. Una nave di circa 130 metri come la Beluga risparmia, grazie all’aquilone, circa 1.000 euro al giorno di carburante. E proprio quest’economia ha permesso all’armatore di offrire alla US Navy prezzi più vantaggiosi rispetto ai concorrenti e vincere l’appalto.

 

23 ottobre 2008