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Mucche e metano, arrivano i sensori per misurare le puzzette

Monitorare le flatulenze degli allevamenti bovini per mitigare le emissioni di metano in atmosfera: è l'obiettivo di un esperimento dell'autorità irlandese per l'agricoltura.

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Attente ai gas: non c'è puzzetta che sfugga ai sensori anti-metano ideati dalla Teagasc. Photo credit: Mark Thiessen/NGS. |

Non è come pensate. Queste mucche non indossano improbabili jet-pack. Se stanno per "spiccare il volo" è per un motivo un po' meno elegante: le loro flatulenze. Come tutti i ruminanti, anche questi mammiferi emettono gas metano nell'atmosfera. Nel caso delle mucche, si parla di 35 litri di metano ogni litro di latte prodotto, con ricadute prevedibili sull'effetto serra.

 

Secondo gli esperti i gas emessi dai ruminanti costituiscono un quinto delle emissioni globali di metano. Capire quanto gas sprigioni ciascun esemplare è però tutt'altro che facile: per questo la Teagasc, l'Autorità Irlandese per l'Agricoltura e lo Sviluppo Alimentare, ha ideato questi dispositivi che monitorano l'attività intestinale di ogni mucca, una puzzetta dopo l'altra.

A questo scopo vengono analizzate anche le feci del bestiame: se contengono batteri che, come prodotto della digestione, rilasciano metano, significa che l'animale è un grande emettitore. In passato un ente per l'agricoltura sostenibile australiano ha ideato dispositivi "sniffa gas" che, rivestiti di una speciale pellicola, nuotano nello stomaco delle mucche per settimane, individuando le concentrazioni di gas.

Leggi anche: un laser per monitorare le "puzze" delle mucche e mitigare l'effetto serra

Queste sperimentazioni servono per aggiustare, dove possibile, la dieta del bestiame, optando per alimenti che diano meno "effetti collaterali".

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17 marzo 2013 | Elisabetta Intini