Ecologia

Marmellate di fichi d'India made in Etiopia presto sugli scaffali italiani

I prodotti di una cooperative di donne saranno commercializzati in Europa grazie alla partnership Fao-Eataly che ha fornito il supporto necessario ad incrementare la produzione

Roma, 25 feb. (AdnKronos) - Presto sugli scaffali italiani le marmellate di fichi d'India realizzate in Etiopia da una cooperativa di donne. Un risultato reso possibile grazie a un progetto nato dalla partnership tra Eataly e la Fao che, nel 2013, hanno unito le loro forze per aiutare i piccoli agricoltori di tutto il mondo ad aumentare la produzione e trovare il modo di raggiungere nuovi clienti all'estero.

Il lavoro con questa cooperativa etiope ne è un esempio. Per alcuni anni Tsega Gebrekidan Aregawi ha gestito nella città di Mekelle un piccolo chiosco dove gli studenti universitari si fermavano ad acquistare succhi di frutta fresca, biscotti e marmellate fatte in casa prima di andare a lezione. Lo scorso anno, la Fao e Eataly hanno deciso di offrire a lei e alle cinque donne socie della cooperativa la possibilità di raggiungere il mercato internazionale, aiutandole ad incrementare la produzione di marmellate di fichi d'India per destinarle alle tavole europee. La cooperativa si è dimostrata all'altezza della sfida e, finora, ha prodotto 4mila barattoli di marmellata e sta cercando di utilizzare i ricavi anche per espandere la produzione. Per aiutare queste donne a migliorare le prestazioni durante la raccolta e aumentare gli standard di qualità sono stati organizzati dei corsi di formazione e il ministero dell'Agricoltura ha fornito assistenza tecnica lungo tutto il percorso.

Nel corso degli ultimi mesi, Tsega e le sue socie hanno lavorato duramente per produrre oltre 1.500 kg di marmellata che soddisfino gli standard di sicurezza alimentare sia etiopi che europei. La cooperativa ha inoltre beneficiato della condivisione delle conoscenze di Eataly sulle migliori pratiche per il confezionamento e la commercializzazione, e i loro 4mila vasetti sono ora pronti per essere spediti a Roma, dove presto raggiungeranno gli scaffali dei negozi.

La storia di successo in Etiopia illustra ciò che la Fao sta cercando di fare sul campo: fornire alle donne che lavorano i campi gli strumenti per generare maggiore reddito e migliorare le proprie condizioni di vita. Il risultato: cibo e nutrizione migliore per sé e per le proprie famiglie, economie locali più forti e piccole imprese che saranno in grado di continuare a crescere in proprio quando si concluderà l'intervento della Fao.

Il 31 gennaio scorso una delegazione della cooperativa si è recata ad Addis Abeba per incontrare il direttore generale della Fao José Graziano da Silva, nella capitale etiope per partecipare al vertice dell'Unione Africana. "Le nostre vite sono cambiate da quando ci siamo cimentate in questa impresa", ha detto Tsega al direttore generale.

"Questo è il genere di risultati che ci aspettiamo dall'agricoltura", ha commentato Graziano da Silva, congratulandosi per il loro successo. "L'agricoltura familiare e i piccoli produttori hanno molto da offrire alle loro comunità, e ai mercati internazionali. Il loro potenziale è grande, hanno solo bisogno del giusto tipo di supporto per sbloccarlo", ha aggiunto.

"Eataly e Fao condividono gli stessi valori in merito all'agricoltura sostenibile e all'impatto positivo che essa può avere sulle economie locali", ha commentato Nicola Farinetti, ceo di Eataly. "L'arrivo sul mercato internazionale sarà un banco di prova per la confettura di fichi d'India - ha aggiunto - e un'ottima opportunità per il sostegno della cooperativa di Mekelle".

25 febbraio 2015 ADNKronos
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