Ecologia

Il livello dei mari salirà (molto) anche se il riscaldamento globale dovesse rallentare

Anche se riuscissimo a contenere l'aumento della temperatura del Pianeta, il livello dei mari crescerà al punto da mettere in pericolo milioni di persone.

Secondo uno studio pubblicato su Environmental Reserch Letters, condotto da ricercatori di università USA (Princeton e Columbia) e della Germania (Potsdam), le conseguenze del riscaldamento globale sono arrivate a un punto tale che, se anche si riuscisse a bloccare immediatamente le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera e a fermare l'incremento di temperatura a 1,5 °C sopra il valore del periodo pre-industriale, il livello dei mari continuerebbe a crescere per secoli a venire.

Sono destinate a essere sommerse grandi aree urbanizzate che, attualmente, ospitano mezzo miliardo di persone. Ma se non si riuscisse a fermare l'aumento della temperatura media globale e l'atmosfera dovesse riscaldarsi di un altro mezzo grado rispetto al valore di riferimento, al mezzo miliardo di persone se ne aggiungerebbero altri 200 milioni almeno: una popolazione complessiva di 700 milioni di individui si ritroverebbe con l'acqua alle ginocchia e disarmata di fronte alle nuove complessità di quell'ambiente mutato.

Una mappa tratta da Viaggio nell'Italia dell'Antropocene, di Telmo Pievani e Mauro Varotto, con le mappe di Francesco Ferrarese (Aboca Edizioni). Leggi anche: L'Italia finirà così?, su Focus 346 (agosto 2021).
Una mappa tratta da Viaggio nell'Italia dell'Antropocene, di Telmo Pievani e Mauro Varotto, con le mappe di Francesco Ferrarese (Aboca Edizioni). Leggi anche: L'Italia finirà così?, su Focus 346 (agosto 2021). © Francesco Ferrarese / Museo di Geografia dell'Università di Padova

Anche in Italia. Tutte le aree del Pianeta sarebbero toccate dal problema, ma le conseguenze più devastanti sarebbero per alcune zone di Bangladesh, Vietnam, Cina, India e Indonesia. Anche in Italia sarebbero coinvolte da qualche centinaio di migliaia fino a qualche milione di persone, che sarebbero costrette a fuggire dai propri luoghi di residenza.

La ricerca ipotizza che entro la fine del secolo i mari si alzeranno da mezzo metro fino a poco meno di un metro, a seconda di quanto si riuscirà a contenere l'aumento della temperatura terrestre. A tutto questo si aggiunga la previsione che il livello degli oceani continuerà a salire per altre centinaia di anni dopo la fine di questo secolo, alimentato dal calore immagazzinato negli oceani, dalla dinamica del riscaldamento dell'acqua e dallo scioglimento dei grandi ghiacciai: tuoo questo indipendentemente dalla dinamica del riscaldamento dell'atmosfera a venire.

Ricorda Benjamin Strauss, capo scienziato di Climate Central e coordinatore della ricerca: «Va sottolineato che l'attuale concentrazione di CO2 in atmosfera - che rimarrà tale per centinaia di anni - è del 50 per cento più alta rispetto al 1800 e che la temperatura superficiale media della Terra è già salita 1,1 °C. Sono condizioni di per sé  sufficienti per innalzare il livello del mare di quasi due metri, indipendentemente da quello che succederà nel prossimo futuro». 

Diamoci da fare! Non è dunque una questione di "se", ma di "quando". Secondo una serie di calcoli, sul lungo periodo la crescita del livello del mare potrebbe arrivare fino a 6/9 metri e costringerebbe città che attualmente ospitano quasi un miliardo di persone a costruire massicce strutture difensive o addirittura a "migrare" in luoghi più elevati.

Conclude Strauss: «Non c'è dubbio che siamo messi male, ma non è mai troppo tardi per fare meglio». Limitare comunque il più possibile il riscaldamento globale ci farebbe almeno guadagnare un po' di tempo per adattarci.

23 ottobre 2021 Luigi Bignami
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