L'economia dei cambiamenti climatici

Non è solo l’ambiente a subire gli effetti dei cambiamenti climatici, ma anche l’economia. E la causa è sempre l’uomo. Ne parlano gli esperti di Focus a Panorama d’Italia.
 

Il ruolo dell’uomo nei cambiamenti climatici, le conseguenze e gli impatti sul sistema economico sono stati protagonisti del primo dei Grandi Eventi di Focus nella tappa sarda di Panorama d’Italia.

Dal palco di OlbiaExpò il direttore di Focus Jacopo Loredan, insieme a Susanna Corti (primo Ricercatore al CNR, Istituto ISAC sede di Bologna), Paolo Capizzi (tenente colonnello dell’Aeronautica Militare) e Giuseppe Onufrio (Greenpeace Italia) hanno fatto il punto su come la scienza e l’industria stanno reagendo al progressivo aumento delle temperature sul nostro pianeta.

La complessità del clima. L’incontro è stato aperto da Susanna Corti che ha spiegato come il clima sia un fenomeno estremamente complesso (min 8’57” del video qui sopra), legato all’atmosfera, agli oceani e a moltissime altre variabili, sia esterne come l’irraggiamento solare, sia interne, come le eruzioni vulcaniche o le attività dell’uomo (Min 14’00”).

 

L’analisi delle carote di ghiaccio prelevate in vari punti del pianeta conferma come dal 1750, con l’avvio della rivoluzione industriale, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera sia aumentata (min 17’30”).

Modelli climatici. Secondo i dati l’aumento di CO2, uno dei principali gas serra, non è costante su tutto il pianeta: in alcune aree, quelle a più alta industrializzazione, è più evidente (min 22’00”).

E i modelli climatici messi a punto in questi anni lo confermano: se si togliesse la componente antropica, le temperature previste dal sistema sarebbero molto più basse. Questa correlazione non è nuova: gli scienziati l’hanno scoperta nel 2003 (min 26’00”).

 

Cosa succederà nei prossimi anni (min 34’16”)? Difficile prevederlo, anche con i modelli più evoluti: è infatti complesso ipotizzare come si evolveranno le emissioni di CO2.

 

Ad oggi lo scenario peggiore prevede, entro i prossimi 35 anni, un aumento della temperatura di 2,4°C, il migliore di 0,7°C. Se vi sembrano pochi, basti pensare che durante l’ultima glaciazione, quando il ghiaccio arrivava fino al Mediterraneo, la temperatura media era più bassa di soli 6°C.

Il ruolo della società. L’obiettivo deve essere quello di contenere l’aumento entro i 2°C previsti dall COP21 e dagli accordi di Parigi. Oltre quel limite gli effetti sono difficilmente prevedibili.

Fondamentale il contributo di tutti, anche il più piccolo. E tocca a noi cittadini stimolare la classe politica perchè programmi e porti a termine i necessari interventi per la salvaguardia del clima.

L’economia del surriscaldamento. Onufrio spiega come i cambiamenti climatici stiano impattando anche sul mondo dell’economia. I produttori di vino per esempio stanno spostando le produzioni in zone sempre più fresche, ma nonostante questo, a causa del caldo, ottengono vini sempre più alcoolici (min 40’00”).

La progressiva sensibilizzazione alle tematiche ambientali sta stimolando la ricerca e lo sviluppo nel campo delle energie rinnovabili (min 49’11”): i costi scendono e l’efficienza di queste tecnologie è in costante crescita. Tra le più promettenti eolico in mare, solare, led e tutto il mondo legato agli accumulatori di corrente di nuova generazione.

Le grandi aziende dell’auto negli ultimi anni hanno modificato radicalmente i piani industriali e oggi puntano sull’elettrico (min 57’00”).

 

Ma è davvero fattibile? Ci sarebbe corrente per elettrificare tutto il parco auto circolante, per esempio, nel nostro paese? Secondo gli studi sì: basterebbe aumentare la produzione di corrente del 20% e investire 500 milioni di euro nell’infrastruttura di ricarica (min 49’30”).

E’ chiaro dunque come queste tecnologie modifichino completamente il mercato.

 

Non solo CO2. Chiude l’incontro il Col. Caprizzi, che spiega come il gas serra più abbondante nell’atmosfera sia il vapore acqueo e come questo non sia prodotto dall’uomo (1h15’50”). Se lo eliminassimo completamente la temperatura del pianeta potrebbe scendere anche di 18°C.

L’esperto ha poi spiegato come le temperature particolarmente elevate e la quasi completa ’assenza di vento siano state responsabili dei tragici eventi che hanno colpito Olbia nel 2013 (1h36’00”).

29 Settembre 2017 | Rebecca Mantovani

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