Le zanzare contribuiscono alla diffusione di microplastiche nella catena alimentare

Le larve ne ingeriscono i frammenti durante la fase di vita acquatica, e li conservano nel passaggio alla vita adulta: i loro predatori terrestri si nutrono così anche della nostra plastica.

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Larve di zanzara, molto affamate.|Shutterstock

Le larve di zanzara che colonizzano paludi e pozzanghere sanno creare impercettibili correnti nell'acqua stagnante per avvicinare alla loro bocca il cibo presente in sospensione: mangiano di tutto, e quindi anche le minuscole e ormai onnipresenti particelle di plastica.

 

Una ricerca dell'Università di Reading, Regno Unito, rivela ora che quelle microplastiche persistono nell'organismo delle zanzare anche quando esse emergono dall'acqua sotto forma di insetti volanti. Un fatto che pone a rischio di contaminazione i loro numerosi predatori terrestri. Questa nuova strada di dispersione della plastica, che estende i danni da Antropocene alle specie insettivore terrestri, è descritta in un articolo su Biology Letters.

Junk food. I ricercatori hanno nutrito 150 larve di zanzara con una miscela di cibi "conditi" con microplastiche di varie dimensioni: in particolare sono state scelte perle di plastica nanometriche e fluorescenti, in certi casi grandi come globuli rossi (pochi micrometri). Le larve hanno mangiato dall'acqua contaminata e sono state lasciate crescere sino allo stadio adulto.

 

Sporcizia permanente. In tutte quelle analizzate nella seconda fase, quella della crescita, sono state rinvenute tracce di microplastica fluorescente nei tubuli malpighiani, strutture assimilabili ai nostri reni. In media, se ogni larva conteneva oltre 3.000 perle di plastica delle dimensioni di 2 micrometri, ogni zanzara adulta ne incorporava una quarantina: anche se la maggior parte della plastica ingerita era stata eliminata con la crescita, la contaminazione è resistita fino allo stadio adulto.

 

Danni a catena. Quando le zanzare ormai in grado di volare abbandonano l'acqua, portano con sé questa "zavorra" e la introducono nei nuovi habitat. Così i predatori non acquatici come uccelli, pipistrelli, libellule, nutrendosi delle zanzare si mangiano anche la plastica. È noto da tempo che la plastica è tossica per gli organismi acquatici e per gli uccelli marini che di essi si nutrono. Ora abbiamo individuato un nuovo, incontrollabile livello di diffusione.

 

23 Settembre 2018 | Elisabetta Intini