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Le piante invasive attraversano l’oceano in autostop

La fitta rete di collegamenti per il trasporto delle merci da un continente all'altro può favorire anche la diffusione di molte piante invasive.

Saccharum spontaneum
Pianta di Saccharum spontaneum | santanu maity / Shutterstock

"Anemocoria" è un termine tecnico per indicare la dispersione dei semi usando il vento come veicolo. È un metodo molto sfruttato nel mondo vegetale perché molto efficace, e può portare a conseguenze impreviste: molte piante invasive, per esempio, diffondono per via aerea i loro semi, che possono finire nei luoghi più inaspettati – attaccati ai vestiti di una persona, oppure nelle griglie di areazione di un contenitore refrigerato per il trasporto via nave di merci.

 

Quest'ultimo esempio non è casuale, ma l'oggetto di uno studio pubblicato su Nature che mette in guardia contro i rischi dell'invasione di piante infestanti, i cui semi vengono trasportati da una parte all'altra del mondo insieme a merci di ogni tipo.

Attenti ai condotti. Per lo studio, condotto in collaborazione anche con le autorità federali per poter avere accesso alle merci, il team guidato da Rima Lucardi del Servizio forestale del Dipartimento dell'agricoltura si è armato di aspirapolvere da spalla e, per due stagioni, ha quotidianamente aspirato il contenuto delle griglie di areazione dei contenitori refrigerati per il trasporto di prodotti deperibili che arrivano al porto di Savannah, in Georgia. Quello che hanno trovato sono più di 40.000 semi appartenenti a 30 taxa diversi, tra i quali spiccano anche piante come Saccharum spontaneum che sono classificate come invasive dal Dipartimento dell'agricoltura.

 

Ancora vivi. Nello studio si legge anche che quando questi semi arrivano negli Stati Uniti sono ancora vitali, e se è vero che la percentuale di semi che riescono a uscire dai contenitori e disperdersi nell'ambiente è molto bassa, la loro concentrazione è tale che basta una fuga per ritrovarsi una pianta invasiva in casa – ed eliminare un'infestante costa decisamente di più che prevenirne l'arrivo.

 

Ecco perché lo studio suggerisce di intensificare i protocolli di controllo esistenti, di implementarne di nuovi (per esempio controllando i container anche nelle fermate intermedie e non solo quando arrivano a destinazione) e di utilizzare erbicidi appositi sui container, invece di pulire a mano ogni condotto sperando di aspirare tutti i semi. "La prevenzione" spiega Lucardi "fa risparmiare 100 volte quello che si spende per eradicare un'infestante".

 

28 settembre 2020 | Gabriele Ferrari