Ecologia

Le persone estroverse sono meno attente all'ambiente

Una ricerca inglese ha individuato una relazione fra carattere e comportamenti "verdi": le persone estroverse sono troppo distratte da altre cose, mentre quelle aperte sono le più coscienziose.

Le persone estroverse sono meno portate a fare scelte "verdi", mentre quelle aperte sono le più coscienziose. Possibile che l'attenzione alla sostenibilità e all'ambiente sia legata anche al carattere, e non sia solo una questione di buona educazione? È quanto emerge da una ricerca della Business School della University of Portsmouth, in Inghilterra.

Cinque tipi di personalità. Il team di ricercatori ha intervistato un campione di 204 uomini e donne sopra i 50 anni, un gruppo demografico che costituisce un terzo della popolazione inglese e che è destinato ad aumentare costantemente nel prossimo futuro: determinante quindi per impostare delle politiche ambientali efficaci.

Gli studiosi hanno chiesto loro quali comportamenti quotidiani attenti all'ambiente adottano, come per esempio spegnere le luci quando non servono, non lasciare i rubinetti aperti più del necessario, portarsi i propri sacchetti quando vanno a fare la spesa. Hanno quindi attribuito ad ognuno dei partecipanti uno di questi cinque tratti caratteriali: aperto, scrupoloso, estroverso, disponibile, nevrotico. Collegando i risultati sono emerse le relazioni fra personalità e scelte ecosostenibili.

Esiti inattesi. «Non è sorprendente che le persone che abbiamo definito aperte – ossia curiose, fantasiose e anticonformiste – si siano rivelate più propense ad adottare comportamenti attenti», commenta una delle ricercatrici, Sianne Gordon-Wilson, «ma ci ha stupito invece che gli estroversi lo siano in misura minore. Ci aspettavamo che, fra le cinque personalità-tipo, le persone aperte e quelle estroverse fossero le più verdi».

Gli estroversi non si sono dimostrati indifferenti alla questione, ma sono poco portati ad approfondire i loro sforzi o ad apportare cambiamenti alle loro abitudini perché la loro attenzione è distratta da altre priorità.

I limiti della ricerca. Non ci vuole una formazione universitaria per notare che lo studio ha il respiro corto: un campione molto piccolo, l'arbitrarietà nella definizione dei caratteri, la selezione ridotta di azioni ecologiche prese in considerazione. Ma i ricercatori ne sono consapevoli, e infatti presentano esplicitamente il loro studio come preliminare: utile insomma a individuare e far emergere un fenomeno, che verrà ulteriormente approfondito. Ed è per questo che, nonostante i limiti dello studio, ve lo abbiamo raccontato.

17 giugno 2015 filippo ferrari
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