Lavastoviglie o lavandino?

A mano o in lavapiatti? Qual è il metodo più eco-friendly di pulire le stoviglie dopo una cena?

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Per lavare i piatti della vostra cena serve una squadra speciale? Meglio utilizzare la lavastoviglie. Photo credit: © Tara Moore/Corbis

Quando arriva il momento di lavare i piatti, puntualmente sorgono due dilemmi: a chi toccherà questa volta e se sia meglio farlo a mano o in lavastoviglie. Quale tipo di lavaggio conviene di più in termini di consumo d'acqua ed energia? Abbiamo fatto una piccola indagine.

Se per lungo tempo il lavaggio a mano è stato considerato più ecosostenibile dal punto di vista dei consumi (perché metodo antico e "della nonna") è ora piuttosto assodato che la lavapiatti sia più conveniente in termini di utilizzo d'acqua: per lavare a mano i piatti usati in una cena di 12 persone occorrono circa 103 litri d'acqua, contro i 15 per un pieno carico di una lavastoviglie di nuova - ma non nuovissima - generazione. Sono questi i risultati di un recente studio dell'Università di Bonn, in Germania. Gli elettrodomestici di ultima generazione (classe A+, A++ e A+++) consumano ancora meno: appena 7 litri per ciclo d'acqua e il 30% dell'energia in meno rispetto a quella necessaria alle lavastoviglie di classe A (1,4 kWh per il ciclo più lungo).

Ecolavaggi in 5 mosse

- Evita il prelavaggio
- Lava solo a pieno carico
- Pulisci il filtro e aggiungi   regolarmente il sale apposito
- Usa cicli rapidi ed economici
- Niente asciugatura con aria calda. Basta aprire lo sportello

Altri consigli "verdi" Focus Green Life, la rubrica per chi ha a cuore il pianeta.

I numeri sembrerebbero giocare a favore della lavastoviglie, ma ci sono alcuni necessari accorgimenti da adottare ed errori da evitare per non pregiudicare questo primato. Italiani e svedesi, secondo lo studio tedesco, sprecano la maggior parte dei acqua ed energia durante il prelavaggio a mano dei piatti. Ma se si prevede di infilarli in una lavastoviglie ancora in buono stato, questa operazione è superflua. Basta rimuovere i residui di cibo dalle stoviglie con una spazzola morbida, per non intasare il filtro. E naturalmente, utilizzare la lavastoviglie sempre a pieno carico, assicurandosi di aggiungere spesso il sale apposito per evitare la formazione di calcare e di pulire il filtro, in modo da massimizzare l'efficienza.
Quando possibile, e lo è quasi sempre se non avete stoviglie particolarmente unte o incrostate, preferite lavaggi a freddo o programmi economici. L'asciugatura con aria calda non è necessaria: è sufficiente aprire lo sportello quando i piatti sono ancora caldi per farli asciugare con il vapore. Si risparmia in questo modo anche il 40-45% dell'energia per ogni lavaggio.
Chi possiede una lavastoviglie di alta classe energetica può ridurre senza inconvenienti la quantità di detersivo utilizzato. I fosfati disciolti in queste sostanze, una volta scaricati, contribuiscono ad alimentare il fenomeno dell'eutrofizzazione, la crescita eccezionale di alghe che priva di ossigeno gli altri organismi acquatici.

La maggior parte degli studi sull'efficienza energetica delle lavastoviglie non tiene conto dei processi di smaltimento. Come gli altri elettrodomestici, anche questo va trattato secondo la normativa per i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) e portato nelle riciclerie urbane. Per conoscere quella più vicino a casa vostra consultate la mappa nazionale dei RAEE.

Se non possedete una lavastoviglie o preferite il lavaggio a mano, insaponate prima tutti i piatti intingendo la spugna in una bacinella o tenendo il lavandino tappato. Non utilizzate l'acqua corrente se non durante il risciacquo, una sola volta. Con questi accorgimenti utilizzerete circa 20 litri d'acqua, contro i 60 di un lavaggio normale per una cena monofamigliare. Il lavaggio a mano è comunque preferibile se la lavastoviglie è mezza vuota, o se avete piatti sporchi solo per due persone.

E voi? Lavate a mano o in lavastoviglie? Quali sono le vostre strategie salva-energia? Lasciate un commento!

Quanta energia risparmieremmo se... smettessimo di stirare?

13 Febbraio 2012 | Elisabetta Intini
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