Ecologia

La temperatura della Terra non ha mai smesso di crescere

Valori raccolti in modo disomogeneo avevano fatto pensare a uno stop nell'aumento della temperatura terrestre: ma due importanti ricerche dimostrano che lo stop non c'è mai stato.

Lo studio delle variazioni della temperatura terrestre è un campo della ricerca sul clima estremamente complesso perché richiede un gran numero di dati la cui elaborazione, anch'essa molto complessa, può a volte portare i ricercatori a conclusioni differenti.

Negli ultimi anni si è molto parlato e discusso sulla temperatura del nostro pianeta, che dalla fine degli anni '90 e fino al 2015 sembravano non crescere più come in precedenza. Per questo motivo alcuni ricercatori avevano ipotizzato che i modelli climatici nascondessero notevoli falle e che non fossero affidabili nel prevedere l’evoluzione futura del clima.

Nel 2015, però, il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ha pubblicato uno studio - alquanto controverso - col quale sosteneva che non vi era stato alcun rallentamento nel riscaldamento degli oceani negli ultimi quindici anni: l’apparente blocco nella crescita della temperatura era da imputare a errori nelle misure.

Ora una ricerca indipendente della University of California a Berkeley è giunta alle stesse conclusioni: un risultato di notevole importanza per quel che riguarda le proiezioni climatiche per il nostro pianeta.

In passato la temperatura dell'acqua del mare veniva misurata dopo essere stata raccolta con secchi e contenitori di vario tipo.

Misure da boe e da navi. Nel 2015 lo studio del NOAA rilevava che le boe moderne utilizzate per misurare le temperature degli oceani tendono a segnalare valori leggermente più bassi rispetto ai sistemi in uso precedentemente.

Fino ad alcuni anni fa si misurava la temperatura dell'acqua raccolta con un secchio, o anche direttamente nella sala macchina delle navi: metodi che tuttavia inevitabilmente comportavano misure di temperatura su acqua leggermente più calda.

Con le boe oceaniche, invece, il valore della temperatura viene preso direttamente in acqua, senza passaggi intermedi.

La distribuzione delle boe Argo usate per raccogliere la temperatura degli oceani.

Questo "passaggio di tecnologia" ha alterato i dati sulle temperature oceaniche, facendo ipotizzare che negli ultimi anni il pianeta si stava riscaldando meno rispetto ai decenni precedenti. La coincidenza con il maggiore uso delle boe non era stata rilevata.

Come prima, più di prima. Riallineando i dati sulla base di nuovi presupposti, il lavoro del NOAA del 2015 giungeva alla conclusione che gli oceani si sono riscaldati di 0,12 gradi Celsius ogni 10 anni a partire dal 2000: quasi 2 volte di più rispetto alle stime precedenti per quegli anni (0,07 °C).

L'aumento della temperatura degli oceani dagli anni 2000 era in linea con quella delle trentennio precedente, dal 1970 e il 1999: venivano dunque a mancare i presupposti per sostenere che fosse in atto un rallentamento nell'aumento della temperatura terrestre.

I valori delle temperature nei dati raccolti dal NOAA e dal recente studio: gli andamenti coincidono.

Non tutti i ricercatori accettarono le conclusioni del NOAA perché l’ente scientifico si rifiutò di fornire una serie di dati e non rispose a tutte le domande poste dagli scienziati “scettici”.

Perciò il lavoro non venne accettato dall'intera comunità scientifica.

Adesso però lo scetticismo non dovrebbe più avere senso perché il nuovo studio, che ha utilizzato dati indipendenti provenienti da satelliti e da boe robotizzate e galleggianti, conferma le conclusioni del NOAA. Il lavoro dell'università della California (Assessing recent warming using instrumentally homogeneous sea surface temperature records) è pubblicato su Science Advances.

5 gennaio 2017 Luigi Bignami
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