Ecologia

Caccia e deforestazione, a breve vedremo solo "paesaggi vuoti"

A rischio 6 grandi erbivori su 10: il loro declino lascia senza cibo i predatori carnivori, con effetti preoccupanti su ecosistemi, agricoltura e catena alimentare.

Immense distese di savana, foreste, tundra e deserto, senza un barlume di vita. È lo scenario che si prospetta se non si intraprende un deciso sforzo per contrastare la perdita della fauna selvatica.

Il 60% dei grandi erbivori - rinoceronti, zebre, bisonti, gorilla, elefanti, tanto per citarne alcuni - rischia l'estinzione. A dirlo è uno studio internazionale guidato da William Ripple, ecologo della Oregon State University, tra le più complete analisi dei dati relativi ai grandi erbivori (oltre 100 kg di peso) pubblicata in tempi recenti.

Disastri a catena. Lo spettro che si agita per noi responsabili è quello di "paesaggi vuoti" (empty landscapes, come si legge sull'articolo scientifico). Un precedente studio sui grandi carnivori aveva mostrato risultati simili. Naturalmente, le due cose sono strettamente collegate.

«I grandi carnivori, come i felini predatori, o i lupi, devono già affrontare le terribili conseguenze della persecuzione diretta e della perdita dell'habitat» spiega David Macdonald, tra gli autori dello studio. «Ma noi stiamo aggiungendo un nuovo chiodo alla loro bara: quello di una dispensa vuota».

Mani sporche di sangue. I ricercatori si sono concentrati su 74 specie di grandi erbivori, sottolineando cause e conseguenze naturali ed economiche del loro declino. Perdita dell'habitat e caccia di frodo sono le principali minacce alla sopravvivenza di questi animali. Lo sono "a pari merito", un'amara sorpresa per gli scienziati, che si aspettavano la perdita dell'habitat come causa principale.

Traffici nascosti. Il maggior numero di specie in pericolo si trova in India, Africa e Sudest asiatico. Europa e Nord America hanno già perso gran parte dei grandi erbivori nelle ultime estinzioni di massa. Il consumo di carne e la vendita illegale di parti animali sono tra i principali fattori del declino: se pensiamo che i corni di rinoceronte valgono sul mercato di contrabbando più di oro, diamanti e cocaina, è facile intuire che tra 20 anni questi animali potrebbero non esserci più.

Effetti nefasti. Squilibri nella catena alimentare, diminuzione della dispersione dei semi, perdita dell'habitat, maggiore esposizione agli incendi e minori fonti di cibo a disposizione per l'uomo sono solo alcune delle conseguenze della scomparsa dei grandi erbivori. Si stima che un miliardo di persone conti sulla carne di questi animali per la propria sussistenza.

5 maggio 2015 Elisabetta Intini
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