Ecologia

La classifica dei consumatori più "verdi" del mondo

Quali sono i paesi che hanno più a cuore i temi ambientali? E quelli meno sensibili e virtuosi? Dove si mangia più verdura e dove più carne? Chi usa più spesso la bici?

Ci si potrebbe aspettare di trovarli lì, in fondo alla lista, intenti in una rimonta economica sui paesi industrializzati e per nulla, o poco interessati ai vincoli ambientali che industrializzazione e consumismo pure comportano. Invece i paesi emergenti, quelli talvolta definiti "in via di sviluppo", stanno crescendo, sì, ma con un'attenzione alle esigenze del pianeta che nelle nazioni tradizionalmente forti del mercato è ancora carente.
Gli abitanti di India, Cina e Brasile guidano la classifica dei consumatori più "verdi" stilata dal report Greendex, l'indice di sostenibilità ambientale elaborato dalla National Geographic Society in collaborazione con l'ente di ricerca GlobeScan, giunto quest'anno alla sua quarta edizione. In fondo alla graduatoria si trovano, e qui ci si poteva arrivare, gli Stati Uniti, meno attenti ai temi eco-friendly e anche i meno affetti da sensi di colpa quando i propositi ambientalisti sono disattesi.

Dal 2008 l'indice Greendex studia i comportamenti ecologici di 17 mila consumatori di 17 paesi del mondo attraverso un questionario online che indaga lo stile di vita tra le mura domestiche, le abitudini nei trasporti, alimentari, e d'acquisto dei cittadini (per maggiori informazioni su come il report viene creato clicca qui). In base ai risultati dell'indagine, a ciascun paese viene assegnato un punteggio su una scala che arriva fino a 100 e che riflette l'impatto ambientale di cui ogni nazione è responsabile. I più virtuosi sono India, Cina e Brasile, con un punteggio superiore ai 55 punti. Fanalini di coda sono Stati Uniti (indice medio di 44,7), Canada (47,9) e Giappone (48,5). l'Italia non rientra tra i paesi scelti per lo studio, ma è comunque possibile calcolare il nostro indice verde attraverso un calcolatore a questo link.

Nonostante si trovino all'ultimo posto di questa classifica dal 2008, solo il 21% degli americani ha dichiarato di avere rimorsi di coscienza per non aver dato il massimo per l'ambiente. Eppure il 47% degli statunitensi crede che ogni singolo individuo possa contribuire, con i propri comportamenti, alla salute del pianeta. Paradossalmente, in India e in Cina ha dichiarato di sentirsi colpevole per comportamenti poco "green" il 45 e il 42% degli intervistati rispettivamente; inoltre in questi paesi si tende a credere meno che le abitudini di un singolo possano fare la differenza. I sensi di colpa, secondo i ricercatori, deriverebbero da una più alta percezione dell'impatto che alcuni danni ambientali - come inquinamento dell'aria e dell'acqua - hanno sulla salute.

Gli USA si sono classificati ultimi anche nel settore dei trasporti. Il 56% ha dichiarato infatti di utilizzare l'auto per recarsi, da solo, al lavoro, e appena il 7% si sposta in bici. In Cina, al contrario, le due ruote sono il mezzo di trasporto preferito della maggioranza dei cittadini e i ciclisti sulle strade sono trattati con maggiore rispetto. I ricercatori non escludono, tuttavia, che con la progressiva diffusione di benessere economico, e quindi anche di auto, tra i cittadini, il Greendex della Cina possa abbassarsi.

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Più della metà dei consumatori di tutti i paesi intervistati ha dichiarato di mangiare manzo - uno degli alimenti meno sostenibili a causa dell'impronta idrica e delle emissioni immesse in atmosfera - almeno una volta alla settimana. A guidare la classifica dei più carnivori troviamo gli argentini (61%) seguiti da americani (35%) e indiani (9%). I cinesi sono i maggiori consumatori di verdura (63% ne mangia ogni giorno, contro il 37% degli americani); i tedeschi di acqua in bottiglia (i due terzi degli intervistati la bevono regolarmente); gli spagnoli di pesce (i giapponesi ne consumano ora molto meno, probabilmente spaventati dagli effetti sugli animali del disastro nucleare di Fukushima).

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Un dato da tenere in considerazione è che, durante la ricerca, i consumatori si sono dichiarati più "verdi" di quanto probabilmente non siano. Infatti, alla domanda su quanti dei loro compatrioti fossero effettivamente eco-consumatori, la risposta media è stata "dal 20 al 40%". Ma quando è stato chiesto a ciascuno se si ritenesse un cittadino eco-friendly, più della metà ha risposto di esserlo. Insomma gli intervistati preferiscono dare la risposta socialmente più desiderabile invece che riportare onestamente i comportamenti meno apprezzabili. La speranza dei ricercatori è, comunque, che il Greendex renda più consapevoli dell'impatto dei propri comportamenti in termini ambientali. Da qualche parte bisognerà pur cominciare.

Per leggere la versione completa del report (pdf in inglese) clicca qui

6 settembre 2012 Elisabetta Intini
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