Ecologia

L’iceberg più grosso del mondo ha ricominciato a muoversi: dobbiamo preoccuparci?

A23a, l'iceberg più grosso del Pianeta, rimasto incastrato sul fondale del mare di Weddell da 37 anni, ha cominciato a navigare nelle acque dell'Antartico. Non sappiamo ancora dove, come e quando terminerà il suo percorso. 

Nel 1986, un pezzo di ghiaccio grosso come il Molise si staccò dalla costa antartica per poi incagliarsi sul fondale dopo pochi chilometri: da allora A23a (così è stato battezzato), l'iceberg più grosso del mondo, è rimasto immobile nel mezzo del mare di Weddell. Almeno fino a ora: stando al British Antarctic Survey, dal 2020, A23a si è rimesso in moto, e i suoi movimenti sono diventati particolarmente evidenti negli ultimi mesi. Non sappiamo ancora perché si sia staccato dal fondale nel quale risiedeva da 37 anni, ma ora la priorità è seguirne il percorso per capire dove andrà a finire nel suo vagabondare antartico.

Quarant'anni di riposo. A23a copre 4.000 km2, e tra la parte emersa e quella sommersa è spesso circa 400 metri. Si è formato come detto nel 1986, quando l'area ospitava una stazione di ricerca sovietica: al momento del distacco, il personale si precipitò a smantellare l'equipaggiamento e salvare il possibile, temendo che l'iceberg sarebbe stato catturato dalla corrente circumpolare antartica  (una corrente oceanica che, come suggerisce il nome, percorre l'intera zona dell'Antartide) e portato alla deriva per centinaia o migliaia di chilometri. In realtà, A23a interruppe quasi subito la sua corsa, incastrandosi sul fondale. Lì è rimasto indisturbato, almeno fino al 2020, quando il British Antarctic Survey ha individuato i primi movimenti del blocco di ghiaccio, che è avanzato di circa 25 km nel giro dei tre mesi estivi.

L'inizio di un lungo viaggio. Negli anni successivi i movimenti si sono intensificati e ora il BAS ha confermato, dopo aver analizzato le immagini satellitari degli ultimi anni, che A23a è partito: al momento della pubblicazione dell'aggiornamento, l'iceberg stava per oltrepassare la punta settentrionale della Penisola Antartica. Per quel che riguarda le cause di questo improvviso distacco, il consenso tra gli esperti è semplicemente che era arrivato il suo momento: per quanto lentamente, tutti gli iceberg si riducono di dimensioni con il passare del tempo, ed è probabile che A23a si sia rimpicciolito abbastanza, nella sua parte inferiore, da perdere il contatto con il fondale e mettersi in moto. È altrettanto probabile che ora l'iceberg sia all'inizio di un lungo viaggio che lo porterà a vagare per le acque dell'Antartico fino a sciogliersi: al momento, il rischio più serio è che vada a schiantarsi sulle coste dell'isola della South Georgia, dove potrebbe disturbare le locali colonie di foche, pinguini e uccelli marini.

4 dicembre 2023 Gabriele Ferrari
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