L'eco-casa del futuro è fatta di pannocchie

Ecologica, economica, luminosa, integrata con il paesaggio e funzionale: una panoramica dell'abitazione (che è anche essicatoio per il mais) vincitrice del concorso alsaziano sulla bioarchitettura Arch<20.

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Progettare un'abitazione ecosostenibile utilizzando materiali di recupero, con poco spazio a disposizione e un budget limitato su cui contare: una sfida impossibile? Forse, ma è il compito con il quale si sono dovuti misurare i partecipanti di Archi<20, un festival dell'architettura a impatto zero che si è recentemente tenuto in Alsazia.

I progetti premiati saranno visibili, fino al 15 settembre, nell'area naturale adiacente alla cittadina alsaziana di Muttersholtz e nel vicino parco del Grand Ried. Le costruzioni sono intimamente legate all'ambiente circostante: scopo del concorso era infatti di realizzare in soli 20 metri quadrati e con una spesa massima di 7 mila euro un'abitazione in grado di accogliere i turisti in transito nella zona.

portaaperta

Il primo posto è stato conquistato dallo studio di architettura francese StAndré-Lang
Architectes
, autore del progetto "Tourner autour du ried". Ispirandosi agli essiccatoi per il mais tipici dell'agricoltura alsaziana, i designer hanno progettato una struttura
circolare organizzata intorno a uno spazio aperto centrale, che unisca alla funzione
abitativa l'opportunità di adempiere a un'importante funziona agricola, con un notevole risparmio di spazio.

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primopiano

La struttura esterna dell'abitazione prevede uno "scheletro" di pannelli, travi e pali realizzati con legno grezzo di recupero, e una maglia esterna in acciaio a completare l'intelaiatura. All'interno di questa griglia sono posizionate, l'una accanto all'altra, le pannocchie destinate all'essiccatura, che costituiscono la parete esterna e parte di quella interna all'edificio.

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cielo

La disposizione dei vegetali facilita il lavoro degli agricoltori, offrendo uno spazio dove stipare le pannocchie, oltre a costituire un riparo per gli occupanti della casa (anche se alcuni esprimono qualche perplessità sul potere isolante del mais così disposto).
Il progetto prevede che la copertura possa variare con l'alternarsi delle stagioni. Terminata l'essiccatura, si presume che la struttura possa essere svuotata, e che le pannocchie ormai essiccate, pronte per il consumo, possano essere rimosse e utilizzate per scopi alimentari.

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dettaglio

Una soluzione, questa, davvero ecosostenibile solamente se si dà come presupposto che le pannocchie, raggiunta l'essiccatura ideale, siano ritirate e utilizzate come cibo. In caso contrario, non si vede come possa essere definita "verde" una soluzione che prevede che una preziosa risorsa alimentare venga impiegata come materiale costruttivo e, alla lunga, gettata via. Oltretutto in un periodo in cui, a causa della siccità degli ultimi mesi, i prezzi dei prodotti agricoli sono destinati a schizzare alle stelle.

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interno

Anche l'interno dell'edificio è concepito in simbiosi con i ritmi della natura. L'andamento delle pareti perimetrali della struttura segue il percorso apparente del Sole nel suo viaggio da est a ovest. La zona notte è collocata a nord, dove la facciata è più bassa e l'illuminazione più carente; a est si trova l'area dedicata al lavoro e ai momenti conviviali, mentre a sud è ricavata la zona più spaziosa e illuminata, in corrispondenza della parete più alta. L'unico oggetto d'arredo integrato è una panca realizzata con legno di recupero che corre lungo tutto il perimetro interno dell'abitazione.

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panoramica

Grazie ai colori caldi del legno e alla graduale maturazione della copertura di pannocchie la costruzione si integra con il paesaggio circostante, cambiando tonalità con l'alternarsi delle stagioni, ogni volta che il mais viene sostituito.

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Progettare un'abitazione ecosostenibile utilizzando materiali di recupero, con poco spazio a disposizione e un budget limitato su cui contare: una sfida impossibile? Forse, ma è il compito con il quale si sono dovuti misurare i partecipanti di Archi<20, un festival dell'architettura a impatto zero che si è recentemente tenuto in Alsazia.

I progetti premiati saranno visibili, fino al 15 settembre, nell'area naturale adiacente alla cittadina alsaziana di Muttersholtz e nel vicino parco del Grand Ried. Le costruzioni sono intimamente legate all'ambiente circostante: scopo del concorso era infatti di realizzare in soli 20 metri quadrati e con una spesa massima di 7 mila euro un'abitazione in grado di accogliere i turisti in transito nella zona.
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