I 10 luoghi più inquinati della Terra

Giro del mondo in visita ai più grandi disastri ecologici provocati dall'uomo: ecco i dieci "monumenti" da non perdere, i luoghi più inquinati della Terra, censiti nella Top Ten World's Worst...

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I 10 luoghi più inquinati della Terra
L'associazione ambientalista americana Blacksmith Institute pubblica periodicamente una "top ten" dei luoghi più inquinati della Terra: catastrofi ambientali a cui non si può o non si vuole rimediare. (A cura di Giorgio Zerbinati, 13 ottobre 2008 - Fonte: Blacksmith Institute)
 
Fin dove arrivare per "migliorarci" la vita? (Clicca sull'immagine per ingrandirla.) Guarda anche la fotogallery "Cartoline dalle Terre Sporche".
 
Volendo partire per un giro del mondo in visita ai più grandi disastri ecologici provocati dall'uomo, questi sarebbero i dieci "monumenti" da non perdere: i luoghi più inquinati della Terra censiti nella Top ten world's worst polluted places, la classifica pubblicata dall'organizzazione ambientalista americana Blacksmith Institute in collaborazione con la Green Cross Switzerland.
L'ultimo rapporto risale al settembre 2007, ma poiché da allora non sono stati rilevati cambiamenti sostanziali rimane valido anche per il 2008.

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INCUBI ECOLOGICI

Dalle nubi radioattive fuoriuscite dalle centrali nucleari ai fumi tossici dei mega-impianti petrolchimici, dalle dispersioni di metalli pesanti dell'industria mineraria ai veleni rilasciati dalle fabbriche di armi chimiche... Ognuno di questi disastri ha la sua bandierina sulla mappa del mondo e la sua speciale - e tragica - storia da raccontare. Tutti, però, hanno un elemento in comune: sono accaduti in Paesi dove lo sviluppo industriale è considerato più importante dell'ambiente e delle persone. E, semplificando brutalmente, questo significa una cosa sola: i progetti di bonifica delle aree contaminate sono rinviati e rinviati e rinviati... Ignorati, insomma, Anche se le tecnologie per la "pulizia" ci sono e sono sempre più avanzate ed efficaci!

LA CLASSIFICA

L'ordine di apparizione in questa classifica dell'orrido è deciso da un complesso insieme di indagini: visite, inchieste, sopralluoghi, ispezioni e prospezioni. Il tutto dà infine come risultato un numerino: il "voto". E il maggiore vince la palma d'oro del peggiore.

IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI

La missione di organizzazioni come il Blacksmith Institute comincia proprio qui, ossia cercando di creare le condizioni perché i progetti di bonifica ambientale siano approvati, finanziati e realizzati, anche dove sembra impossibile persino pensarli. Per fare questo si muovono in due direzioni: da un lato premono sui gruppi industriali responsabili e sui governi affinché chiudano gli impianti più inquinanti e ripuliscano il territorio, dall'altro raccolgono fondi da gruppi finanziari privati e dalle organizzazioni internazionali per finanziare i primi interventi di emergenza. Qualche volta funziona, a giudicare dalle buone notizie (vedi), ma è un lavoro che somiglia molto a una sfida epocale. E per avere un'idea di ciò di cui stiamo parlando ti basta solamente "voltare" pagina...


Sumgayit, Azerbaijan
CONTAMINATI: 275.000 persone.
CONTAMINANTI: petrolio, mercurio, metalli pesanti, reagenti industria chimica organica.
CONTAMINATORI: industria chimica e petrolchimica.
Sumgayit, Azerbaijan (clicca sull'immagine per ingrandirla).
 
Sumgayit era uno dei poli petrolchimici più importanti della defunta Unione Sovietica. Qui si trovavano concentrati più di quaranta complessi industriali per la produzione di sostanze chimiche destinate all'industria e all'agricoltura: plastiche, cloro, alluminio, detergenti, pesticidi e altro ancora. Accanto alle fabbriche c'era la città dei lavoratori, ma ciò che i dirigenti (politici e industriali) hanno sempre tenuto al primo posto nella lista delle priorità era la necessità di produrre al più basso costo possibile, senza preoccuparsi granché per la salute delle migliaia di lavoratori, per quella dei loro figli e famigliari e per l'impatto devastante causato dalle attività industriali sulla vicina città e sull'ambiente circostante. Enormi quantità di sostanze inquinanti venivano scaricate ovunque senza controllo: secondo il Blacksmith Institute, nel periodo di maggiore attività degli impianti furono rilasciate nell'atmosfera fino a 100 mila tonnellate di sostanze tossiche all'anno. Oltre a quelle disperse nel terreno e nelle acque. Negli ultimi anni gli impianti più obsoleti sono stati chiusi, ma il carico di sostanze tossiche che nei decenni si è accumulato nell'ambiente è di enormi proporzioni. Secondo il Blacksmith Institute la situazione è tuttora critica a causa della cronica mancanza di controlli sulle emissioni, delle tecnologie obsolete e per l'inadeguatezza dei metodi di stoccaggio delle scorie.

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EFFETTI SULLA POPOLAZIONE
L'incidenza delle malattie da esposizione a inquinamento chimico fra i lavoratori e gli abitanti di Sumgayit è sempre stata una delle più alte dell'Unione Sovietica e rimane altissima anche oggi. Da studi condotti dall'agenzia Onu Undp (United Nations Development Programme), dall'Organizzazione mondiale della sanità, dal Ministero della salute dell'Azerbaijan e dall'università dell'Alberta (Canada) risulta che la diffusione di tumori è fino al 51% superiore rispetto alla media nazionale registrata normalmente in Azerbaijan. E gli effetti della contaminazione minacciano anche le generazioni future: qui si registra infatti una percentuale anomala di malformazioni gravi e di aborti spontanei.

DOCUMENTI

# La fotogallery di Focus.it "Cartoline dalle Terre Sporche".

CHE COSA SI STA FACENDO

Il governo dell'Azerbaijan ha ottenuto il sostegno di diverse Agenzie delle Nazioni Unite per attuare un programma di recupero ambientale e riconversione economica della città e della regione. A Sumgayit è stato fondato un centro di ricerca per il recupero ambientale e nella capitale, Baku, vengono organizzati corsi di epidemiologia per preparare i medici e i dirigenti locali ad affrontare i problemi sanitari e ambientali legati all'inquinamento. Nel 2003 la Banca Mondiale ha concesso un prestito di 2,7 milioni di dollari per la bonifica da inquinamento di mercurio e altri progetti di recupero ambientale sono stati finanziati dalla Gran Bretagna e dal Giappone.

15 Ottobre 2008

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